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L’ Implementation Plan on Security and Defence, il piano per far fronte alle sfide attuali

Il primo articolo della mia rubrica ha introdotto il tema della Difesa Comune Europea e oggi, dopo la riunione del Consiglio Affari Esteri (CAE) e del comitato direttivo dell’European Defence Agency tenutosi a Bruxelles, vorrei approfondire l’argomento aggiornandolo con degli ultimissimi sviluppi.

Il CAE, presieduto in questa occasione da tutti i Ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 Stati membri, ha varato lunedì l’ “Implementation Plan on Security and Defence” proposto dall’Alto Rappresentante Federica Mogherini.  Il piano, che dovrà poi essere approvato dal Consiglio Europeo il prossimo dicembre, comprende delle misure volte al rafforzamento della difesa comunitaria. Certo, un piccolo passo, ma finalmente qualcosa di concreto che lancia un messaggio significativo; possibile anche dopo un cambiamento delle posizioni della Gran Bretagna, principale oppositrice di una maggiore cooperazione europea in campo di difesa e sicurezza. Il piano mira a un rafforzamento dell’UE nell’azione contro le sfide e i conflitti che maggiormente ci minacciano. Le misure atte a realizzare questo piano non contemplano, come già ribadito in diverse sedi, la formazione di un esercito europeo e nemmeno la sovrapposizione con la NATO.

Per quanto riguarda le questione dei fondi e dei finanziamenti, la discussione è probabilmente rimandata al nuovo anno, tuttavia certamente, come affermato dal nostro Ministro Pinotti, bisogna integrare le spese per spendere meglio e, se necessario spendere di più, in modo efficace.

Tra gli obiettivi principali del Piano vi sono quelli di creare nuove capacità europee per far fronte alle sfide attuali, l’ottimizzazione delle spese militari, il coordinamento e la condivisione delle strutture, degli strumenti e dei mezzi, anche finanziari. Tutto ciò deve essere realizzato usando a pieno i potenziali già previsti nei Trattati. Le prossime azioni che si intraprenderanno in questo ambito saranno, innanzitutto, dell’Alto Rappresentante Mogherini con, ad esempio, la presentazione di proposte dettagliate per la realizzazione di un rapporto annuale coordinato sulla difesa, anche per quanto riguarda la cooperazione nell’industria e l’elaborazione di nuovi strumenti di intervento rapido nelle aree di crisi.

Ho seguito l’andamento del Consiglio e ne ho accolto positivamente l’esito. Per poter rafforzare la difesa europea è necessaria la massima condivisione delle priorità e delle linee d’azione comuni. In questo senso, penso che l’approvazione dell’Implementation Plan on Security and Defence, abbia rappresentato un grande passo in avanti nonostante, come sottolineato da Pinotti e Gentiloni, “le ambizioni dell’Italia fossero maggiori e più ampie rispetto ad esso”.

In tema di sicurezza e difesa, l’Europa è chiamata ad acquisire proprie capacità e ad assumersi maggiori responsabilità. Negli ultimi anni, il settore in questione è stato oggetto di enormi tagli alla spesa, ritenuti necessari a causa della congiuntura economica. Ciò ha interessato tutti gli Stati membri, compreso il nostro Paese in cui, però, si è recentemente avviato un cambio di rotta. L’obiettivo è un uso più efficiente dei fondi a nostra disposizione, integrando le risorse di ciascuno Stato per creare un fondo comune, nell’ottica di una sempre maggiore cooperazione. L’Italia ha avuto il merito di avanzare una simile proposta, poi condivisa anche da altri membri, poiché sul piano internazionale sono in atto grandi cambiamenti e siamo di fronte a nuove sfide cui occorre rispondere insieme in modo adeguato, dotandoci di sistemi all’avanguardia e di eccellenze necessarie per affrontare il futuro.

Bisognerà attendere che il Consiglio europeo, previsto per il prossimo dicembre, passi al vaglio il Piano. I risultati finora raggiunti sono frutto di un lavoro complesso che ha però avuto il merito di stimolare la sensibilità degli altri membri, su temi sensibili quali terrorismo e immigrazione.

Tonino Moscatt

quidifesa@masterlex.it

 

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