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La cassazione blocca il sequestro del delfino Indy!

La Cassazione conferma l’inammissibilità del sequestro del delfino Indy, il cucciolo nato dalla madre Luna durante il sequestro.

Purtroppo sono all’ordine del giorno i casi di sequestri penali che hanno ad oggetto animali tenuti in cattive condizioni; il problema, dal punto di vista giuridico, però, si pone quando la femmina sequestrata è incinta e partorisce un cucciolo. In questo caso, il cucciolo appena nato deve essere considerato sotto sequestro analogamente a quanto avviene per la madre? Per la Cassazione la risposta è no!

indyIL CASO. La vicenda di cui si sono occupati i giudici di legittimità ha avuto ad oggetto l’ammissibilità, o meno, del sequestro del delfino Indy nato dalla madre Luna e dal padre Robin. Ripercorrendo brevemente la storia, la delfina Luna, a seguito di un’inchiesta su presunti maltrattamenti a danno degli animali del delfinario di Rimini, era stata posta sotto sequestro preventivo ed affidata all’acquario di Genova. Lì la giovane delfina era rimasta incinta di Robin, un delfino arrivato dal delfinario di Gardaland, e dalla loro unione era nato il piccolo Indy.

Nel corso del procedimento per maltrattamento dei delfini, il Gip del Tribunale di Rimini non aveva accolto la richiesta del P.M. di considerare sotto sequestro anche il piccolo Indy. Avverso detto provvedimento, nell’ottobre del 2016, era stata proposta istanza di riesame: in particolare, il P.M. aveva chiesto il sequestro preventivo di Indy finalizzato alla sua confisca ai sensi del comma secondo – e non primo – dell’articolo 321, cod. proc. pen., qualificando il cucciolo quale “frutto civilistico del bene sequestrato. A seguito del diniego del Tribunale del Riesame di Rimini, la Procura aveva proposto ricorso in Cassazione.

IL GIUDIZIO. La Cassazione, Sezione III penale, con la sentenza n. 20934/2017 del 3 maggio ha confermato i gradi precedenti negando il sequestro del delfino Indy. Ciò che rileva, ai fini della lotta per la tutela degli animali, è la motivazione in virtù della quale la Cassazione ha espresso parere negativo. Come abbiamo anticipato, infatti, la Procura sosteneva – e ha continuato a sostenere anche in Cassazione – che il cucciolo doveva essere sequestrato poiché era da considerare “frutto” di una cosa (cioè della madre Luna) posta sotto sequestro. In poche parole: siccome la madre aveva partorito mentre era sotto sequestro, anche il cucciolo nato era considerare sotto sequestro. Gli Ermellini, però, hanno optato per una diversa configurazione della posizione del piccolo Indy; una visione che ribadisce l’importanza della corretta qualificazione degli animali nel contesto sociale.

I Giudici dopo aver spiegato che la confisca ha ad oggetto “solo l’animale maltrattato, non i suoi figli che sono del tutto estranei al reato, anche se, come nel caso in esame, nati successivamente ed in costanza di sequestro“, hanno sottolineato – riprendendo un filone che ormai si sta consolidando nella giurisprudenza di legittimità – che l’animale deve essere considerato come un essere senziente a tutti gli effetti. Nella sentenza si legge, infatti, che il piccolo Indy deve essere giuridicamente configurato “non come corpo del reato o cosa ad esso pertinente, né come bene produttivo, ma solo ed esclusivamente come essere vivente dotato, in quanto tale, di una propria sensibilità psico-fisica“. Ciò ha portato, quindi, la Cassazione a respingere il ricorso avanzato dalla Procura poiché “l’istituto ablatorio non può applicarsi ai figli nati in costanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca“. Il delfino Indy, quindi, è libero.

La cosa su cui però è importante concentrarsi è proprio la configurazione dell’animale come “essere senziente”. Tale interpretazione (v. su questo giornale il caso della cagnolina Minù) porta a ribadire che l’animale non può più essere semplicemente considerato come una res sebbene il nostro codice civile lo interpreti ancora come tale.

Resta, quindi, solo che sperare in una fututa e prossima legislazione che tenga conto di questo nuovo iter interpretativo inaugurato – e confermato a più riprese – dalla Cassazione per poter parlare di una vera e propria tutela concreta per gli animali.

Rosa d’Aniello

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