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La moglie cambia serratura di casa: è reato?

La moglie cambia serratura di casa per impedire al coniuge di entrare dentro l’appartamento: è reato?

Coppie che scoppiano e storie tormentate: capita così che un coniuge ricorre al cambio della serratura della porta di casa per impedire al proprio partner di accedere nel nido d’amore.

Comportamento lecito? A primo acchito sembrerebbe di no, eppure la recente giurisprudenza è di senso contrario.

La moglie cambia serratura di casa: le doglianze della difesa

La vicenda scaturisce dal processo penale intrapreso da una moglie la quale, alla luce di una separazione giudiziale con il marito e per impedire accessi non graditi da parte dello stesso, aveva sostituito la chiave dell’appartamento.

La Corte di appello di Catanzaro, per tale accaduto, aveva ravvisato il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose.

Al contempo, aveva irrogato la pena di Euro 300 di multa, previa concessione delle attenuanti generiche, oltre a pronunciare nei confronti della donna una condanna generica al risarcimento dei danni.

Di altro tenore la Suprema Corte, giusta sentenza 22 settembre 2016, n. 39458.

La difesa dell’imputata, nel ricorso, aveva fatto leva su varie circostanze.

In primis, sullo spontaneo e definitivo addio del possesso dell’immobile del marito per vivere presso i genitori.

Inoltre, a sostegno dell’imputata, il cambio della serratura era dettato a tutela della incolumità nei confronti del marito affetto da serie patologie psichiche.

Ancora, critiche circa il mancato riconoscimento della causa di giustificazione della legittima difesa.

Tali censure, tuttavia, sono state ritenute infondate dalla Corte di Cassazione.

Pertanto la condotta della donna di sostituire la chiave della serratura dell’appartamento, tra l’altro di proprietà del coniuge, impedendo a quest’ultimo di accedere nell’immobile, integra gli estremi del reato ex art. 392 c.p..

La moglie cambia serratura di casa: per la Cassazione è reato non punibile

Quali doglianze, quindi, sono state ritenute meritevoli di accoglimento?

La sentenza della Corte di Appello di Catanzaro aveva escluso l’operatività della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto.

Ciò in ragione degli interessi pubblici e privati tutelati dalla norma incriminatrice violata.

Nulla di più sbagliato per la Suprema Corte: nella sentenza impugnata, infatti, è mancato qualunque accertamento in concreto sulla sussistenza dei presupposti per l’applicazione dell’articolo 131-bis c.p..

Meritevole di accoglimento anche la censura circa l’assenza di motivazione in ordine alla condanna generica dell’imputata al risarcimento del danno in favore della costituita parte civile.

Per questi motivi la Corte ha ritenuto necessario disporre l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata ad altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro.

In altre parole, cambiare la serratura della porta della casa coniugale è, dal punto di vista penale, un reato non punibile per particolare tenuità del fatto.

Fermo restando la possibilità, per il coniuge spossessato, di agire in via civile per ottenere dal giudice la consegna di un nuovo mazzo di chiavi.

Antonello Mango

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