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Se la patatine non crocchiano, il rivenditore può finire in carcere

Genuinità, freschezza e croccantezza delle patatine vendute come snack nei sacchetti di plastica non è questione che interessa soltanto cuochi e salutisti ma può accadere che l’indagine di tali qualità alimentari arrivi nelle aule di giustizia penali, addirittura al vaglio della Suprema Corte.

E’ quanto accaduto nella vicenda che si è recentemente conclusa con la sentenza della Cassazione penale sezione terza n. 38841 del 20 settembre 2016 relativa ad una condanna per il reato di cui all’art. 516 c.p.

La norma in questione sanziona chiunque ponga in vendita o metta altrimenti in commercio spacciando come genuine sostanze alimentari che in realtà tali non sono.

Nella curiosa vicenda sottoposta all’attenzione della Corte, si contestava la presunta non genuinità della merce venduta da un rivenditore imputato del reato ex art. 516 c.p. per aver messo in commercio ed effettivamente venduto (peraltro a due Carabinieri fuori servizio) alcuni sacchetti di patatine snack scaduti e carenti delle necessarie qualità di freschezza, croccantezza e friabilità proprie del genere di prodotto in questione.

La Corte ha affermato un principio di notevole rilevanza statuendo che ai fini della configurabilità del reato ex art. 516 c.p. non è sufficiente la messa in commercio di alimenti scaduti ma occorre altresì che tali prodotti abbiano, per effetto della scadenza, perduto le loro qualità essenziali e dunque la loro genuinità.

Nel caso de quo, il reato doveva ritenersi configurabile con conseguente condanna alla pena carceraria per l’imputato, in quanto i sacchetti di patatine messi in commercio e venduti non solo erano scaduti ma avevano altresì perso le loro qualità alimentari genuine essenziali.

Nel caso delle patatine tali qualità specifiche venivano ravvisate nella croccantezza e fragranza e il fatto che le patatine non crocchiassero era sintomatico della loro non genuinità. Viceversa, se le patatine, ancorché scadute, fossero comunque rimaste croccanti e friabili, il reato de quo non si sarebbe configurato.

Una pronuncia dunque che mette sull’attenti i rivenditori di prodotti confezionati che possono rischiare gravi conseguenze penali nel caso in cui il prodotto alimentare scaduto messo in commercio sia privo delle qualità essenziali specifiche.

Martina Scarabotta

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