Shopping Cart

Caso Volkswagen, sospesa temporaneamente la produzione della Golf

Torna a far parlare di sé la nota casa automobilistica Volkswagen, a distanza di quasi un anno dallo scandalo “dieselgate” del settembre 2015 sulle irregolarità del software anti-inquinamento installato sulle autovetture a motore diesel del gruppo tedesco.

Verso la metà del mese di agosto, infatti, per la prima volta nella sua storia, l’azienda tedesca ha bloccato la produzione della Golf, storica autovettura del marchio, presso i propri stabilimenti di Wolfsburg e Zwickau, in Germania.

Lo stesso provvedimento è stato adottato per la produzione del modello Passat nello stabilimento di Emden.

car-vehicle-measure-fast-medium

Volkswagen: le ragioni del blocco

Alla base di questa drastica scelta c’è un braccio di ferro con alcuni fornitori, che si erano rifiutati ai primi di agosto di continuare a inviare i materiali necessari alla produzione, a seguito della cancellazione di alcuni contratti da parte della casa automobilistica.

Due fornitori accusano la Volkswagen di non aver motivato la rescissione dal contratto e non aver corrisposto alcuna penale, accuse cui l’azienda ha risposto bloccando di fatto la produzione.

La mancanza di materiali necessari ha quindi comportato il blocco della catena di montaggio delle autovetture Golf e Passat. In particolare, non sono stati riforniti componenti per i sedili e rivestimenti, nonché per cambio e trasmissione.

Le conseguenze per i lavoratori della Volkswagen

La sospensione della produzione della Golf ha avuto conseguenze non solo sul numero finale di autovetture prodotte, ma anche sui lavoratori della casa automobilistica. Il fermo alla produzione ha infatti causato un blocco del personale superiore alle 20.000 unità, con sospensione del monte ore di lavoro dei dipendenti negli stabilimenti dell’indotto che si sono fermati (in totale sei unità).

La scelta del nuovo amministratore delegato del gruppo, Matthias Muller, troverebbe le sue ragioni anche nella prospettiva di un ritorno economico per la Volkswagen, a fronte del prezzo dei componenti in questione e dei contratti collegati. Questa attenzione ai costi si inserisce a sua volta in una politica aziendale di taglio delle spese, e porterebbe ad un risparmio annuale complessivo di circa un miliardo di euro.

Occorrerà evidentemente trovare un compromesso fra le opposte esigenze, per evitare danni alla produzione nel lungo periodo ed ulteriori azioni che possano ledere l’immagine del gruppo tedesco e, allo stesso tempo, concludere con un bilanciamento i negoziati fra fornitori e Volkswagen, ancora in corso nelle ultime ore.

Chiara Pezza

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner