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L’Ad tracking di Google è terrificante quanto quello di Facebook. Ecco come disabilitarlo

A giugno 2016 Google ha cancellato unilateralmente la clausola relativa alle impostazioni sulla privacy che prevedeva la non associazione dei dati ricavati dai cookies con i dati personali degli utenti senza il consenso dell’interessato.

Oggi questa clausola non esiste più ed è essenziale che ognuno di noi che utilizza Google lo sappia, di modo da regolarsi di conseguenza.

Dal momento che Google ha cambiato il modo in cui traccia i propri utenti attraverso la rete internet, da giugno 2016 i dati personali degli utenti Gmail, YouTube e di altri account Google vengono fusi con la loro cronologia di navigazione su tutto il web.

L’eliminazione della predetta clausola e le sue conseguenze sono state ampiamente sottovalutate.

Negli Stati Uniti, tuttavia, diverse associazioni di consumatori sostengono che incrociare questa enorme mole di dati rappresenti un enorme invasione della privacy, dando accesso a Google a maggiori informazioni sulle attività internet dei consumatori rispetto a qualsiasi altra azienda al mondo.

Già nel 2012, Google aveva fatto un aggiornamento controverso alla sua politica sulla privacy, permettendo di condividere i dati degli utenti tra i diversi servizi di Google, ma mantenendo DoubleClick separato.

Da giugno 2016, invece,  Google potrebbe, se lo volesse, costruire profili ancora più ricchi e dettagliati circa nomi dei propri utenti e la loro attività online.

google ad trackingCiò significa anche che gli annunci DoubleClick, che seguono le persone sul web, possono essere personalizzati in base alle parole chiave che gli individui utilizzano in Gmail.

Google non è il primo colosso che monitora gli individui in questo modo. Facebook monitora su internet, infatti, gli utenti registrati (e anche i non utenti) ogni volta che essi visitano siti web con i pulsanti “Mi piace” e “Condividi”.

Google sostiene che il cambiamento è opzionale ed è rivolto a dare agli utenti un migliore controllo sui loro dati.

Un portavoce di Google ha riferito che il sistema di pubblicità Google era stato progettato prima della rivoluzione apportata dagli smartphone e che l’aggiornamento del mese di giugno ha reso più facile per gli utenti controllare le loro preferenze annunci su più dispositivi.

L’azienda afferma che più di un miliardo di utenti di Google hanno avuto accesso alle impostazioni dei loro account al fine di controllare le modalità di utilizzo dei propri dati.

“Prima di lanciare questo aggiornamento, lo abbiamo testato in tutto il mondo con l’obiettivo di capire come fornire agli utenti una scelta chiara e trasparente”, ha reso noto Google.

“Ciò è opzionale al 100% : se gli utenti non vorranno questi cambiamenti, la loro esperienza di Google rimarrà invariata. Altrettanto importante: abbiamo fornito notifiche agli utenti su questo cambiamento nella loro lingua e con espressioni chiare e comprensibili”.

Gli utenti che non vogliono essere monitorati, possono visitare la sezione “gestione attività” della loro pagina account Google, deselezionando la casella “Includi cronologia di navigazione di Chrome e di attività da siti web e applicazioni che utilizzano i servizi di Google”.

Vincenzo Di Ciò

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