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“L’amnistia cessi di essere un tabù” Iniziativa congiunta di Radicali e Camere penali

Si è tenuta oggi la conferenza stampa congiunta dell’Unione camere penali e del Partito radicale indetta per presentare la «Marcia per l’Amnistia, la Giustizia e la Libertà» in programma domenica a Roma da Regina Coeli a Piazza San Pietro.

Alla marcia, significativamente intitolata a Marco Pannella e Papa Francesco, sono arrivate adesioni da tutta Italia. Lo ha spiegato Rita Bernardini, che parla di «Adesioni impressionanti» anche dall’interno delle carceri, dove più di 12 mila detenuti si sono uniti al suo sciopero della fame. Sul fronte istituzionale, invece, la Bernardini tiene a segnalare l’adesione, fra gli altri, «della Regione Piemonte che sarà alla marcia con il gonfalone e dell’Anci». La marcia è parte di un percorso sul quale il movimento radicale sta investendo molte delle sue energie e dal quale si aspetta«risposte importanti», spiega l’ex segretaria  seguita a ruota dal presidente delle Camere penali Beniamino Migliucci: «Questa iniziativa fa parte di un percorso che stiamo sviluppando con il partito radicale transnazionale, al quale ci sentiamo legati perché abbiamo una visione comune, liberale e democratica, della giustizia. Nel nostro Paese – aggiunge Migliucci- spira un vento di giustizialismo esasperato. Il presidente dell’Anm immagina che per correggere le persone si debbano dare le sberle e che il sistema penale debba essere repressivo. L’amnistia e l’indulto sono misure eccezionali che non servirebbero se ci fossero provvedimenti strutturali adeguati».

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino, che è intervenuto con parole accorate: «Va riabilitata la parola amnistia che è scritta nella Costituzione e non deve essere un tabù. Si ha paura a pronunciarla perché si è vittime del populismo penale in voga nel nostro Paese». Concetto subito ribadito dal segretario Ucpi, Francesco Petrelli. «Ha ragione D’Elia – dice – bisogna restituire dignità alla parola “amnistia”. Non va intesa come un’operazione di clemenza o di grazia, ma bisogna recuperare l’idea di amnistia come ripristino della legalità». Con questo spirito, Petrelli annuncia che le Camere penali faranno sentire la propria voce per sostenere il disegno di legge costituzionale presentato da Luigi Manconi per rendere «possibile e praticabile» l’amnistia. Per ora, prosegue, ci troviamo di fronte ad un paradosso: al parlamento è sufficiente la maggioranza semplice per votare «leggi liberticide come il 41 bis» e poi è «quasi impossibile approvare una legge che ripristini la legalità». Manconi non è presente durante la conferenza stampa, ma a distanza fa sapere che parteciperà alla marcia e invita i suoi colleghi a fare altrettanto.

Sembra invece creder poco alla possibilità che il Parlamento deliberi a breve l’amnistia il parlamentare di Forza Italia ed ex ministro della giustizia Nitto Palma. «Credo che non ci siano gli spazi politici per un provvedimento di amnistia, come non ce ne sono stati finora. Ci avviciniamo a una tornata elettorale, per cui dubito fortemente che i partiti possano assumersi la responsabilità di una decisione non condivisa da molta gente», chiosa il parlamentare con riferimento alla «marcia per l’amnistia». «Mi pare proprio che si stia andando avanti verso una carcerizzazione degli imputati, penso quindi -osserva- che nessuno aderirà a una decisione che va in controtendenza con le politiche attuate finora».

Andrea Merlo

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