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Lavoro: Federcasalinghe, preoccupati dalla guerra contro i voucher

 

Roma, 21 dic. – “Sono preoccupata dalla guerra che in atto contro i voucher. Esiste una differenza fra il numero di voucher venduti ed il numero di voucher riscossi. E’ chiaro che il numero corretto da valutare è quello dei voucher riscossi, che sono cioè stati ‘incassati’ dal lavoratore a fronte della prestazione d’opera effettuata. Per il 2016 non abbiamo ancora i dati sui voucher riscossi; è tuttavia possibile confrontare le annualità precedenti, in particolare 2014 e 2015”. Lo dice a Labitalia Federica Rossi Gasparrini presidente di Federcasalinghe.

“Una differenza importante -sottolinea- di milioni di voucher. Se verifichiamo (sempre dati Inps) il numero di persone coinvolte come ‘prestatori d’opera’ scopriamo che la media delle ore lavorate e quindi dei voucher riscossi in un anno a persona, è bassa, si aggira attorno a 62-64 ore lavorate anno. Ci assestiamo, come media di euro incassati/anno, intorno a 500 euro/netti. Una cifra molto lontana dai 7.000 euro l’anno che la legge attuale prevede come tetto massimo di incasso per il lavoratore; e che è una delle contestazioni contro i voucher”.

“Queste cifre -si chiede Federica Rossi Gasparrini- ci devono spaventare? Analizziamo i dati 2015. Voucher incassati 87.981.801 che moltiplicati per 10 danno 879.818,010 milioni di euro. Se volessimo valutare sul 1° semestre 2016: venduti 70.021.438 voucher, equivale ad una cifra massima di 700.021.000 euro”.

“Parlando di lavoro -continua- sono molti 700 milioni di euro? Non credo. Il numero di persone coinvolte nel lavoro accessorio è importante, proprio per il basso numero di ore lavorate individualmente, ed è stato nel 2015 di 1.380.030. Di questi 570.689 hanno lavorato, nella tipologia lavoro accessorio, anche l’anno precedente, 809.341 persone hanno invece lavorato con i voucher nel 2015”.

“Dopo i primi anni -fa notare- in cui sono stati gli uomini i più attivi come ‘prestatori d’opera’ oggi il numero di donne è superiore . Il settore commercio è quello che ha più utilizzato il voucher(16,8%)”.

“Quando da sottosegretario al Lavoro -ricorda Federica Rossi Gasparrini- ho incominciato a studiare i voucher-lavoro supportata da Marco Biagi, avevamo due obiettivi comuni: offrire la possibilità a tutti, in particolare alle casalinghe ed ai giovani, di contribuire al reddito familiare e di avere riconosciuti contributi per la pensione, utilizzando le proprie capacità e le poche ore disponibili e sconfiggere lavoro nero e caporalato”.

“Per questo -ribadisce- la guerra in atto contro i voucher-lavoro mi preoccupa. Non si possono continuamente togliere diritti alle persone calpestando le loro speranze. Per chi può disporre solo di poche ore di lavoro retribuito, e se qualificato per farlo, perché condannarlo al lavoro nero, non protetto, ed al caporalato ed alla sua violenza?”.

“Sarebbe antistorico e discriminante -commenta- la legge sul lavoro accessorio può essere rivista, se serve. Eventuali abusi vanno perseguiti con durezza e condannati. Ma l’introduzione anche in Italia del lavoro accessorio è stata una vittoria, per chi è escluso dal mercato del lavoro. Sono certa che la tracciabilità dei voucher metterà ordine nelle distorsioni”.

(Dks/Adnkronos)

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