Shopping Cart

Lazio, il Consiglio regionale approva la proposta di legge sulla filiera corta

Lo scorso 12 ottobre, il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge n. 151 “Disposizioni per valorizzare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli e alimentari di qualità provenienti da filiera corta”. L’obiettivo della legge è incentivare la vendita dei prodotti di qualità del Lazio e tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente riducendo le emissioni di gas tossici.

Quali sono i prodotti provenienti da filiera corta?

Sono i prodotti «destinati all’alimentazione umana per il cui trasporto dal luogo di produzione al luogo previsto per il consumo si producono meno di 25 chilogrammi di anidride carbonica equivalente per tonnellata». La legge stabilisce anche che i prodotti devono far parte di una di queste categorie: tradizionali, stagionali, sostenibili dal punto di vista ambientale (tale requisito deve essere attestato da una metodologia riconosciuto come il Life Cycle Assessment o equivalenti) di qualità (DOP, IGP, DOC, DOCG) definiti specialità tradizionali garantite, biologici, che utilizzano il nome e l’emblema di un’aria naturale protetta, ottenuti attraverso l’utilizzo di risorse genetiche autoctone di interesse agrario, a marchio collettivo o prodotti ittici a “miglio zero”.

Filiera corta e logo di promozione

La Regione supporta i prodotti che fanno parte delle categorie precedentemente elencate, assegnando un logo che pubblicizza la loro attività. Attraverso il conferimento di questo logo, la Regione vuole pubblicizzare un circuito virtuoso di produttori ma anche di attività di ristorazione, di strutture ricettive e commerciali che promuovo i prodotti derivanti da filiera corta e ne utilizzano almeno il 50%.

Filiera corta e mercati comunali

Nel caso in cui i Comuni dovessero aprire dei nuovi mercati, il 40% dei posteggi deve essere destinato a coloro che vendono al dettaglio i prodotti a filiera corta. Stesso discorso nel caso in cui si liberino dei posti nei mercati già in funzione. La Regione attraverso questa legge vuole promuovere questo tipo di prodotti sostenibili, genuini, sani e soprattutto locali.

Centri di trasformazione di comunità e Commissione tecnico scientifica per la filiera corta

Come disposto dalla legge, i Centri di trasformazione di comunità (CTC) fortemente voluti dalla Regione si configurano come «associazioni temporanee di scopo che mettono a disposizione degli operatori del settore produttivo del territorio le strutture tecnologiche per la trasformazione di prodotti afferenti alle filiere olivicola, vitivinicola, cerealicola, zootecnica, lattiero-casearia e ortofrutticola».

All’Assessorato all’agricoltura, sviluppo rurale, caccia e pesca della regione Lazio verrà creata una Commissione tecnico scientifica relativa ai prodotti a filiera corta che svolgerà la funzione di monitoraggio e supporto alle attività della Giunta regionale nell’attuazione della legge.

Cristina Avenali, consigliera del PD e prima firmataria della proposta di legge ha dichiarato che “il Lazio si dota oggi di una legge utile, concreta, attesa e in molti punti innovativa, un testo che valorizza le eccellenze dei nostri territori, promuove i prodotti di qualità e la cultura della sana alimentazione, rispettando l’ambiente. Una legge che ha visto il contributo del tavolo agroalimentare regionale aperto alle associazioni del biologico, ambientaliste e ai rappresentanti dei Parchi, e di tanti consiglieri di maggioranza e di opposizione, in un clima collaborativo che ha portato all’approvazione all’unanimità del testo”.

Maria Rita Corda

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner