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Legge anti spreco: Mangia, conserva, dona

Approvata la Legge anti spreco. Anche l’Italia si dota di una legge contro lo spreco alimentare.

Secondo uno studio presentato durante l’Expo2015 dal Politecnico di Milano in collaborazione col Banco Alimentare, ogni anno nel nostro Paese vengono sprecate oltre cinque milioni di tonnellate di cibo, che rappresentano il 15,4% dei consumi annui alimentari.

L’impatto di quest’enorme dissipazione di cibo non è solamente sociale, ma si riverbera anche a livello economico ed ambientale : insieme al prodotto alimentare, infatti, si sprecano le risorse utilizzate per produrlo. La ricerca condotta nell’ateneo meneghino evidenzia che solo in Italia sono andati perduti 12,6 miliardi di euro all’anno ed emesse 13 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

Sulla scorta dell’esempio della Francia, che in febbraio è stato il primo Paese al mondo a dotarsi di una legge organica contro lo spreco alimentare (loi contre le gaspillage alimentare), dal 19 agosto, con la l.n. 166/2016, anche in Italia esiste una disciplina finalizzata ad evitare che enormi quantità di cibo finiscano in discarica.

L’obiettivo principale è quello di favorire il recupero e la donazione delle eccedenze ai fini di solidarietà sociale (art 2 Cost).

Insomma, la filosofia del “non si butta via niente” torna ad imporsi come strumento di contrasto alla povertà.

Un incentivo a donare.

approvata la legge anti sprecoLa normativa anti spreco promuove la cessione gratuita delle eccedenze alimentari in favore di Onlus ed enti pubblici. Sarà per mano loro, poi, che i prodotti giungeranno agli indigenti.

Possono essere donati prodotti invenduti, non somministrati o scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali o perchè prossimi alla scadenza.

Ma cosa significa “prossimi alla scadenza”?

La legge chiarisce finalmente la differenza con il concetto di “termine minimo di conservazione”.

Insomma, potete dire addio alla sensazione di panico provocata da quel “consumarsi preferibilmente entro il”, che altro non è se non una semplice raccomandazione.

Stop alla burocrazia

lotta allo spreco
lotta allo spreco

Eliminata la burocrazia “inutile”.

In deroga alle disposizioni del codice civile, per le donazioni antispreco non è richiesta la forma scritta.

Per quelle di valore eccedente i 15.000 euro bisogna inoltrare una comunicazione telematica agli uffici dell’amministrazione finanziaria. La comunicazione deve contenere una serie di indicazioni: data, luogo e ora di inizio del trasporto; destinazione finale delle eccedenze e loro valore complessivo.

E’ poi necessario (e sufficiente) un documento di trasporto o altro documento equipollente che renda la merce tracciabile.

Se il donante è un’impresa agricola, le Onlus possono ritirare direttamente i prodotti, purchè ciò avvenga nel rispetto della normativa in materia di sicurezza alimentare e igiene.

Più prevenzione e meno sanzione

doggy_bag_contro_spreco_nMa non è tutto.

Mentre in Francia la cessione di prodotti destinati alla spazzatura è un obbligo che, se violato, espone i distributori a multe salate, l’Italia ha preferito la via della prevenzione.

Tra le misure adottate per la lotta allo spreco, infatti, non manca la promozione delle Doggy bag nei ristoranti.

Doggy bag

Niente più imbarazzi, allora: i clienti potranno portare a casa gli avanzi senza dover ricorrere alla scusa del cucciolo da sfamare.

Post scriptum. Elogio della coscienza

La nuova legge rappresenta, indubbiamente, un importante passo avanti.

Manifesto di solidarietà e buon senso, sembra offrire una soluzione etica allo spreco di cibo. Ci vorrà del tempo per capire se la scelta migliore l’abbia fatta l’Italia o la Francia.

Una cosa è certa: l’assenza di sanzioni richiede un surplus di coscienza. E la coscienza, come diceva Victor Hugo, è uno strumento di precisione di una sensibilità estrema.

Claudia Chiapparrone

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