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Lesioni colpose, risponde la madre disattenta se il figlio si ferisce col frullatore

Lesioni colpose, risponde la madre disattenta se il figlio si ferisce col frullatore

Corte di Cassazione, sezione quarta penale, sentenza n. 26257/2017

Alle volte essere disattenti, o semplicemente poco attenti, anche solo per un attimo, può “costare caro”, soprattutto a chi, come un figlio, dipende esclusivamente da noi. È quanto accaduto ad una mamma di Bergamo che, nel gioioso intento di preparare una torta col figlio si è ritrovata, nonostante una doppia conforme di assoluzione dei giudici di merito, a dover risarcire padre e figlio per l’amputazione di due dita del bambino a causa di un incidente domestico.

Secondo il ragionamento della Corte, il giudice di merito ha emesso una sentenza illogica e giuridicamente errata. Infatti, dalla stessa si ricava una doppia e differente ricostruzione dei fatti. Secondo la prima, invero, la mamma si girava a prendere della farina in cucina, dopo aver raccomandato al bambino di non toccare un frullatore acceso e, tuttavia, il bambino ci infilava la mano; per una seconda ricostruzione, invece, la mamma si recava dalla vicina, lasciando il piccolo in casa con il frullatore acceso, facendo la stessa raccomandazione.

Ed allora, nel comportamento della madre se e quando è rinvenibile una qualche negligenza/imprudenza nella causazione dell’evento lesivo? Quali sono i limiti all’obbligo di tutela e sorveglianza del minore nel compimento di un’attività che possa esporre un bambino ad un potenziale pericolo della sua incolumità personale?

Quando la raccomandazione non basta

Affermano i giudici che l’errore dei giudici, innanzitutto, è consistito nell’aver applicato la medesima regola cautelare a situazioni di fatto diverse che, essendo riconducibili a regole cautelari diverse, avrebbero dovuto essere valutate in maniera differente in termini di colpa.

Ed infatti, se la raccomandazione fatta al bambino di “non toccare niente”, secondo la Corte, può soddisfare la diligenza normalmente esigibile nei confronti di una mamma in una “situazione pregiudizievole che si è manifestata repentinamente ed in maniera tale da non renderla prevenibile, nonostante la vicinanza”, portando ad un’assoluzione dal reato ascritto, la stessa cosa non può dirsi nel caso in cui la madre lasci il figlio accanto al frullatore acceso, allontanandosi.

Ecco perché in sentenza si legge che non può prescindersi, in casi come quello di specie, da una preventiva e corretta individuazione della dinamica dei fatti al fine di chiarire e precisare la regola cautelare eventualmente violata. Ed infatti, al mutare delle situazioni di fatto mutano anche le condizioni di rischio ed i relativi requisiti di prevedibilità ed evitabilità dell’evento dannoso che vanno, comunque, valutati con un giudizio prognostico (ex ante).

E’ evidente, quindi, che di fronte a possibili situazioni di pericolo, più o meno concreto, è sempre bene vigilare e attenzionare il minore, senza fidarsi troppo del “senso di responsabilità” del piccolo uomo o della piccola donna.

Laura Piras

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