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Cannabis, cosa prevede il ddl sulla liberalizzazione

Cannabis, ecco cosa prevede il ddl sulla liberalizzazione

Si fa un gran parlare in questi giorni del ddl sottoscritto da 200 parlamentari guidati dall’onorevole Della Vedova sulla liberalizzazione della cannabis.

cannabis1La presentazione della proposta, infatti, ha alimentato un prevedibilissimo carosello di polemiche: da un lato, coloro che salutano con entusiasmo il testo presentato alla Camera reputandolo una conquista di libertà e uno strumento per sottrarre guadagni alla criminalità organizzata; dall’altro, coloro che guardano con preoccupazione ad ogni forma di liberalizzazione delle droghe leggere, temendo che in questo modo si possano avvicinare i giovani anche all’uso di altre droghe.

Ma – al netto delle polemiche – cosa prevede il disegno di legge?

Il disegno di legge prevede l’istituzione di un Monopolio di Stato, esattamente come avviene con il tabacco. La coltivazione a fini commerciali e la vendita saranno dunque soggette all’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I prezzi al pubblico dovranno essere decisi dal Ministero dell’Economia e la tassazione sarà quella delle sigarette.

Cannabis, Coltivazione per uso personale

Per uso personale dovrebbe essere consentita la coltivazione di un massimo di cinque piante di cannabis di sesso femminile. Basta essere maggiorenni e inviare, allegando copia del proprio documento di identità, richiesta all’Ufficio regionale dei Monopoli di Stato territorialmente competente recante l’indicazione dei propri dati anagrafici e del luogo in cui intende effettuare la coltivazione.

Cannabis, la detenzione

Oltre alla libertà di coltivare fino a 5 piantine per i maggiorenni, il ddl rende possibile (senza la necessità di alcuna autorizzazione) la detenzione personale di massimo 5 grammi di cannabis; tale soglia viene innalzata fino a 15 grammi se riferita alla quantità che può essere liberamente conservata presso il proprio domicilio.

Cannabis, dove è possibile consumarla

cannabis2Resta fermo il divieto di fumare prodotti derivati dalla cannabis «negli spazi pubblici o aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro pubblici e privati».

Cannabis, la coltivazione in forma associata

L’articolo 1 autorizza anche la coltivazione in forma associata, attraverso enti senza fine di lucro, sul modello dei Cannabis social club spagnoli cui potrebbero associarsi – in numero non superiore a cinquanta – solo persone maggiorenni e residenti in Italia e con la fedina penale pulita. È prevista la possibilità di associarsi a uno solo di questi enti, pena la cancellazione d’ufficio da tutti quelli cui il soggetto risulta iscritto e, in ogni caso, la decadenza dal diritto di associarsi per i cinque anni successivi alla data di accertamento della violazione.

Cannabis, l’uso terapeutico

Via libera anche all’uso curativo della cannabis. L’art. 6 prevede infatti la possibilità di detenere cannabis e prodotti derivati in quantità maggiori di quelle previste «previa prescrizione medica e comunque nel limite quantitativo massimo indicato nella prescrizione medesima», che deve prevedere anche la posologia e patologia per la quale è indicata la terapia a base di THC.

 Al Ministero delle Politiche agricole alimentari è invece affidata la disciplina di modalità e criteri di individuazione delle superfici agricole utilizzabili per la coltivazione della cannabis destinata a preparazioni medicinali e delle aziende farmaceutiche autorizzate a produrle, in modo da soddisfare il fabbisogno nazionale. Per la produzione dovranno in ogni caso essere privilegiate le aree economicamente depresse.

Cannabis, e i soldi incassati dallo Stato con la vendita?

I proventi da tassazione (si fanno già stime a nove zeri) serviranno in buona parte a rimpinguare le finanze dello Stato. È inoltre previsto che una quota corrispondente al 5 % sia destinata a un Fondo per la lotta alla droga (art. 7).

Le somme provenienti dalle sanzioni amministrative, infine, dovranno essere impiegate per finanziare interventi informativi ed educativi per prevenire il consumo di droga.

La relazione alle Camere

Il disegno di legge che dovrà essere discusso dalla Camera prevede inoltre che il Governo dovrà annualmente riferire al Parlamento sullo stato di attuazione della legge, fornendo dati circa le fasce di età dei consumatori, il rapporto tra l’uso della cannabis3cannabis e di prodotti da essa derivati e il consumo di alcoolici e di altre sostanze stupefacenti o psicotrope, sugli effetti per la salute rilevati in conseguenza del consumo della cannabis e dei prodotti da essa derivati, sull’utilizzo delle risorse finanziarie ottenute dalla vendita e sull’eventuale persistenza del mercato illegale

Andrea Merlo

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