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“Liberi dall’amianto?”, il report 2018 di Legambiente sulla fibra killer

In occasione della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto tenutasi il 28 aprile, Legambiente ha presentato il suo rapporto “Liberi dall’amianto? I ritardi dei piani regolatori, delle bonifiche e delle alternative alle discariche.” L’obiettivo del dossier è far conoscere e comprendere meglio la situazione attuale su questa pericolosa fibra presente nel nostro territorio.

Legge 257/92 sull’amianto

Sono passati 26 anni dall’entrata in vigore della legge 257/92 che disciplina le misure contro l’amianto al fine di bonificare le aree in cui è presente. Nonostante più di due decenni alcune regioni non hanno ancora disposto i loro piani di azione. In sintesi, la mappatura, le bonifiche e le misure per sensibilizzare e informare la popolazione sul tema non procedono come si sperava. Eppure le fibre di amianto continuano a creare dei problemi di salute considerevoli in tutto il Paese. I dati dell’INAIL, riportati su rapporto, sono allarmanti. Si potrebbe fare di più per attuare le misure di decontaminazione e bonificare le aree inquinate dall’amianto.

Le Regioni italiane, entro 180 giorni dall’entrata in vigore, avrebbero dovuto attuare dei piani per il censimento delle aree, ma ad oggi non tutte le regioni lo hanno predisposto. La Regione Lazio e la Provincia autonoma di Trento non l’hanno ancora approvato.

Legambiente nel suo rapporto 2018 vuole descrivere lo scenario attuale del nostro Paese in relazione alla pericolosa fibra. Ecco qualche dato.

Amianto in Italia: la situazione attuale

L’indagine di Legambiente si è focalizzata su alcuni punti specifici del problema amianto. Il questionario inviato verteva principalmente sull’analisi di alcuni aspetti: PRA (piano regionale amianto), censimento, mappatura, stato di avanzamento delle bonifiche a livello regionale, monitoraggio, impianti di smaltimento, costi e incentivi, attività di formazione e informazione. Non tutte le Regioni hanno risposto al questionario, di alcune si hanno i dati ricevuti nel 2015.

Le strutture dove attualmente è presente l’amianto sono 370mila e di queste 20.9296 sono spazi industriali, 214.469 privati e 50.744 edifici pubblici. Ad oggi sono stati bonificati 6.869 edifici pubblici e privati.

Nel rapporto vengono presentati anche i dati dell’INAIL in cui si analizza il rapporto tra amianto e patologie legate al suo contatto. Nel Paese sono stati riscontrati 21.463 casi di mesotelioma maligno tra il 1993 e il 2012. Alcune regioni italiane quali la Lombardia, Piemonte e Liguria sono quelle che presentano i casi maggiori.

Informazione sull’amianto: le best practice di Sicilia e Puglia

Tra i vari punti previsti dalla legge c’è anche quello riguardante la sensibilizzazione della popolazione sui reali pericoli dell’amianto. Nel dossier sono presenti due campagne d’informazione che si sono differenziate per informare correttamente sul tema.

La prima è tutta siciliana, infatti, la Regione ha promosso insieme a Legambiente Sicilia un progetto rivolto ai cittadini su quanto l’esposizione all’amianto sia pericolosa per la salute.

In Puglia, invece, grazie al progetto “Puglia Eternit Free” promosso dalla sezione Legambiente locale, dall’assessorato all’ambiente della Regione e da Teorema Spa si è parlato di amianto. Anche in questo caso l’obiettivo della campagna è promuovere l’informazione sull’amianto e fornire alla cittadinanza degli strumenti per difendersi.

La comunicazione e l’informazione non sono utili solo per fornire delle indicazioni per proteggersi dalla fibra pericolosa, ma anche per creare maggiore consapevolezza nei cittadini, affinché possano chiedere ai governanti azioni e risposte concrete, per la salute del Paese e di tutti i cittadini che, nel bene e nel male, ci vivono.

Maria Rita Corda

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