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Mafia: Tribunale Milano, modalità operative diverse al Nord. Amministrazione giudiziaria per quattro direzioni di Lidl Italia

 

Milano, 15 mag. – “Dalle indagini è emerso che le modalità attraverso cui le cooperative gestite dagli indagati acquisiscono” commesse “sono differenti tra sud e nord: mentre in Sicilia gli appalti vengono ottenuti tramite l’interessamento remunerato delle organizzazioni mafiose, al nord i pagamenti sono effettuati direttamente a favore di figure dirigenziali della stessa Lidl ed a titolo corruttivo”. E’ quanto si legge nel decreto di amministrazione giudiziaria disposto dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano nei confronti di quattro direzioni generali della Lidl.

La prova, scrivono i giudici presieduti da Fabio Roia, sta negli “avvenimenti registrati in Sicilia e Piemonte nelle giornate del 13 e 14 dicembre (dello scorso anno, ndr): in queste giornate l’indagato Politi si trova a Catania per incontrare dapprima Greco (emittente fatture false) e poi Borzì Enrico, referente e ‘cassiere’ della famiglia Laudani (a cui consegna il denaro provento delle false fatture). Nel frattempo, il giorno 14 dicembre, a Chivasso, Micelotta incontra Suriano (funzionario Lidl) e gli consegna la somma di 4.000 euro con finalità corruttive.

Nel corso delle indagini sono stati documentati diversi incontri come questo, e sono state intercettate numerose conversazioni, che danno conto del fatto che la Lidl, attraverso alcune direzioni generali siciliane e piemontesi, ha affidato commesse alle società gestite dagli indagati, i quali hanno potuto sopravanzare la concorrenza attraverso l’interessamento della famiglia mafiosa (in Sicilia) ovvero dazioni illecite effettuate nelle mani di alcuni dirigenti di filiale (in Piemonte)”.

(Liv/Adnkronos)

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