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L’impegno crescente dell’Italia contro le nuove sfide del cyber-crimine

Cari lettori di “Qui Difesa”, questa settimana alla Camera si è ampiamente discusso di cybersecurity e di difesa dello spazio cibernetico, per questo ho deciso di riproporvi l’argomento facendo delle precisazioni e degli approfondimenti.

A tal proposito, si è tenuta ieri l’audizione sulle problematiche legate alla difesa e alla sicurezza nello spazio cibernetico davanti alle commissioni Affari costituzionali e Difesa del Prefetto Alessandro Pansa, Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS).

Oggi il suddetto tema è stato maggiormente approfondito in occasione del seminario internazionale intitolato “Il pericolo corre in rete. La nuova frontiera della minaccia cibernetica”, svolto qui a Montecitorio con la partecipazione di autorevoli figure quali il Ministro Pinotti e il Capo di Stato Maggiore Gen. Graziano, ma anche di rappresentanti internazionali e del settore privato. L’importanza attribuita a questo tema, sottolinea la minaccia maggiore cui siamo sottoposti e l’interesse delle istituzioni a tutelare i cittadini attraverso un crescente impegno del nostro governo. Come ho ribadito ieri durante l’audizione del prefetto Pansa è necessario – tuttavia – che si ponga all’attenzione delle nostre istituzioni il danno che gli attacchi cibernetici causano non solo agli enti pubblici ma anche a quelli privati.

Come ribadito in più occasioni anche dalla ministra Pinotti, la rete coinvolge tutti gli aspetti della vita: dai servizi finanziari al sistema sanitario, dai mezzi di trasporto ai mass media, dai conflitti tra i popoli ai reati contro le persone e perfino quelli di svago. Il mondo virtuale sembra essere diventato sempre più centrale anche per la nostra quotidianità ed ovviamente per la nostra sicurezza. I rischi della minaccia ciberneticacyber crime 2 riguardano il sabotaggio informatico delle infrastrutture critiche, eventi potenzialmente catastrofici  o anche di minore entità, ma non per questo meno considerevoli, come quello del maggio scorso al  “WannaCry“, che ha bloccato i sistemi informatici in 150 paesi del mondo.

Dopo numerose visite a strutture specializzate nel campo della sicurezza delle informazioni ed il dialogo con soggetti qualificati provenienti dal mondo accademico e militare, ho portato all’attenzione delle due Commissioni e del prefetto Pansa, la necessità dell’infrastrutturazione dei sistemi  col controllo delle aziende partecipanti ai bandi, spesso non italiane. Anche per far fronte a ciò, di recente, il nostro sistema, si è dotato di nuovi strumenti (introdotti con il DPCM del 17 febbraio 2017): l’unificazione in un’unica struttura dei due Cert e la realizzazione di un centro di valutazione e certificazione dei congegni per le infrastrutture critiche.

Come sottolineato oggi durante il seminario alla Camera dei deputati, la Difesa italiana sta facendo molto per contrastare le crescenti minacce cibernetiche; la costituzione del Comando Interforze per le operazioni cibernetiche (CIOC) ed i cyber-poligoni ne sono la dimostrazione.  Molte delle parti intervenute al seminario hanno ribadito l’importanza di investimenti nel campo della ricerca per fronteggiare il cyber-crimine, ma anche la necessità di cooperazione tra tutti i settori, da quello pubblico al privato e dal mondo accademico e della collaborazione di tutti i Paesi e istituzioni partner come l’UE e la NATO.

Tonino Moscatt

scrivimi a: quidifesa@masterlex.it

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