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L’ingresso nell’area Schengen costerà 5 euro, ok alla proposta che entrerà in vigore dal 2020

L’ingresso nell’area Schengen costerà 5 euro, ok alla proposta che entrerà in vigore dal 2020

Ancora quattro anni, e poi le regole per entrare nell’area Schengen cambieranno. È stata infatti presentata a Bruxelles in Commissione Europea lo scorso 16 novembre 2016 la proposta di istituire il Sistema europeo di informazioni e autorizzazione di viaggio, denominato con acronimo Etias, su cui erano già trapelate alcune voci nei giorni scorsi.

Questo Sistema, volto a regolamentare il flusso dei transiti di persone in ingresso e in uscita in Europa, dovrebbe diventare operativo a partire dal 2020: la proposta prevede l’istituzione di una sorta di ticket di ingresso – al momento di importo fissato in cinque euro – richiesto all’entrata nell’area Schengen e previa iscrizione su database europeo (con relativo controllo da parte delle autorità).

La Commissione Europea ha rilasciato al riguardo un comunicato stampa  dove si specifica che Etias “permetterà di gestire in modo più efficiente le frontiere esterne dell’UE e di migliorare la sicurezza interna, agevolando al contempo gli spostamenti legali attraverso le frontiere Schengen”.

L’area Schengen, i destinatari e il funzionamento del ticket

L’area Schengen, o spazio Schengen, è una zona di libera circolazione attualmente costituita dall’insieme dei paesi dell’Unione Europea – a cui vanno aggiunti anche Svizzera, Norvegia, Islanda e Lichtenstein  – all’interno della quale non era previsto finora alcun corrispettivo non solo per il transito di persone facenti parti degli stati aderenti alla Convenzione di Schengen del 1999, ma anche per le Nazioni al di fuori dello spazio Schengen.

Dal 1 gennaio 2020, invece, per gli Stati extra-Schengen, entrerà in funzione Etias, ed è prevista una collaborazione con l’Europol per individuare preventivamente i nominativi di persone ricercate o segnalate in quanto potenzialmente pericolose.

Il ticket, di cinque euro, sarà richiesto a tutti i cittadini di età superiore ai diciotto anni, provenienti da Paesi extra Ue che hanno un accordo di sospensione dei visti con l’Unione Europea, e sarà una misura “relativamente” una tantum, in quanto sufficiente per più viaggi con un periodo di validità temporale di cinque anni. Si potrà effettuare il pagamento con modalità on line, previa registrazione alla piattaforma del sistema.

In concreto, i cinque euro costituiranno una sorta di “iscrizione” al sistema europeo di informazioni e autorizzazione di viaggio, tenuto anche conto che il ricavato delle tariffe sarà infatti destinato a coprire i costi dello stesso Etias, permettendo quindi con l’entrata a regime di recuperare la spesa iniziale di 212 milioni di euro e quella annuale di 85 milioni di euro.

Chiara Pezza

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