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Lo screenshot è una prova? Per la Cassazione sì

La Corte di Cassazione si è espressa su un tema di cui spesso si dibatte. L’istantanea della schermata del pc, tablet o smartphone può rappresentare una prova concreta? Ebbene sì! Gli Ermellini, con la sentenza n. 8736 del 2018 hanno analizzato un caso in cui si cercava di comprendere se la fotografia della videata avesse un reale valore probatorio.

Ecco la vicenda oggetto di analisi e le valutazioni della Suprema Corte.

Screenshot prova, il fatto

Il Tribunale di un noto comune del Sud Italia aveva condannato un soggetto per diffamazione continuata. Lo stesso è stato successivamente assolto dalla Corte di Appello di Napoli che sosteneva che l’imputato non avesse commesso il fatto in quanto non si poteva concretamente provare che gli articoli fossero stati scritti da lui.

Il legale del soggetto diffamato propone ricorso per cassazione in quanto ritiene che gli screenshot siano attendibili nonostante non siano stati vidimati da un notaio e nonostante l’imputato neghi la paternità degli articoli diffamatori.

A sostegno della tesi presentata dal politico diffamato ci sono degli elementi fotografici tratti dal sito: la firma degli articoli da parte dell’imputato che è allo stesso tempo anche direttore responsabile nonché una lettera di scuse che l’imputato aveva inviato al soggetto.

Screenshot prova, la decisione della Corte

La Suprema Corte, in merito al fatto sostiene che i dati di carattere informatico contenuti nel computer, in quanto rappresentativi di cose, rientrano tra le prove documentali (Cass. Sez. 3, n. 37419 del 05/07/2012 Rv. 253573) e l’estrazione dei dati è una operazione meramente meccanica, sicché non deve essere assistita da particolari garanzie. […] Qualunque documento legittimamente acquisito è soggetto alla libera valutazione da parte del giudice ed ha valore probatorio, pur se privo di certificazione ufficiale di conformità e pur se l’imputato ne abbia disconosciuto il contenuto (Sez. 2, n. 52017 del 21/11/2014 Rv. 261627).

Proprio in ragione di queste motivazioni la Corte di Cassazione sostiene che gli screenshot sono dei elementi significativi che sono stati ignorati dalla Corte territoriale. Annulla, quindi, la sentenza impugnata e rinvia al giudice civile competente.

Maria Rita Corda

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