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Lorenzin, governo in campo per trasformare l’utero in affitto in un «reato universalmente perseguibile»

 

   Roma, 9 ottobre – Maternità surrogata? È una nuova forma di schiavitù. E il governo è all’opera perché sia considerata un reato perseguibile universalmente. E’ la risposta scritta che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha inviato al Senato, a seguito dell’interrogazione di Maurizio Gasparri, che prendeva spunto dal caso di Nichi Vendola e del compagno Eddy che hanno fatto ricorso, per avere un figlio, a quella che viene pure definita «gestazione per altri».

     Però, dalla titolare della Salute (che con il leader Ncd e ministro dell’Interno Angelino Alfano ha presentato una proposta di legge in tal senso) viene un altolà incondizionato, con tanto di evocazione di perseguibilità universale, ossia rispetto ad un reato specifico, ovunque si sia consumato.

«La posizione di questo ministero -scrive Lorenzin- è di assoluta condanna di ogni forma di maternità surrogata, in quanto contratto inaccettabile di compravendita di esseri umani” e “il governo è impegnato ad assumere iniziative, a livello nazionale e internazionale, in tutte le sedi istituzionali sovranazionali» affinché la surrogazione di maternità “sia riconosciuta come nuova forma di schiavitù e di tratta di esseri umani, e sia quindi considerato un reato universalmente perseguibile»

Nell’interrogazione, Gasparri sollevava anche il caso di quelle aziende specializzate, soprattutto americane o inglesi, che forniscono contrattualmente consulenze, servizi, strutture per la maternità surrogata o utero in affitto. Il vice presidente del Senato cita la società americana «Extraordinary conceptions», e il suo direttore Mario Caballero, che avrebbe svolto un «corso di indottrinamento» e che «tra i suoi clienti annovera, anche, l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola».

     Caballero, scrive Gasparri, avrebbe dato consigli su come eludere la legge italiana e illustrato le «le modalità di ‘acquisto dei bambini» specificando «la convenienza nell’affidarsi alla sua agenzia, perché proporrebbe tariffe preferibili rispetto a quelle praticate dai concorrenti cinesi (circa 15.000 dollari in meno)».

     Per l’esponente forzista, che prende spunto da un articolo del Corriere della sera del 3 giugno 2016, la legge sulle unioni civili «ha aumentato il caos normativo, già dilagante per quanto concerne il tema delle adozioni, agevolando, in parte, l’aberrante pratica dell’utero in affitto» mentre l’azienda citata avrebbe violato la legge 40.

Nella sua risposta, Lorenzin puntualizza che l’Italia «vieta espressamente e sanziona duramente» la maternità surrogata. Infatti, ricorda, al comma 6 dell’art. 12 della legge n. 40 del 2004 è sancito che «chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro».

Non solo. Il ministro della Salute cita anche la sentenza della Corte costituzionale n. 162 del 2014, “che ha dichiarato incostituzionale il divieto di fecondazione eterologa, ha mantenuto fermo il divieto di tale procedura”. Inoltre, il Comitato nazionale di bioetica (Cbn), «sottolineando che la maternità surrogata è un contratto lesivo della dignità della donna e del figlio, sottoposto come un oggetto a un atto di cessione, si è espresso più volte contro la mercificazione del corpo umano” sottolinea Lorenzin. Che rivela, inoltre, che il ministero aveva disposto un’indagine in merito alla società «Extraordinary conceptions», portata avanti dai carabineri dei Nas.

     «È opportuno segnalare -scrive ancora il ministro- che, a seguito delle attività intraprese dai Carabinieri Nas, l’amministratore delegato dell’azienda ha disdetto tutti gli ulteriori appuntamenti in Italia ed è ripartito per gli Stati Uniti». Infine, il ministero della giustizia ha segnalato che ogni attività di pubblicizzazione o commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è già punita come reato” dalla legge 40, e perseguibile d’ufficio.

     (Pol-Fan/AdnKronos)

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