Shopping Cart

Lucia Annibali: il “lieto fine” scritto dalla Cassazione

La Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 49821/2016, ha confermato la condanna di Luca Varani a 20 anni di reclusione, mettendo la parola fine alla triste vicenda di Lucia Annibali, alla quale oggi è stata finalmente data giustizia.
Un grande messaggio di speranza per lei, per tutte le donne che subiscono violenza e che oggi, in questa pesante condanna, possono e devono trovare la forza ed il coraggio di dire “basta” denunciando i loro aguzzini, prima che sia troppo tardi.

Il caso Annibali

Il 16 aprile 2013, Lucia Annibali, giovane e promettente avvocato, fa rientro alle 21,30 a casa e, appena apre la porta, viene attinta al volto da una sostanza ustionante, lanciatale da una persona travisata. Per effetto del gesto la vittima riporta lesioni gravissime: il volto sfigurato, i gravi danni alla vista, la lacerante ferita interiore.
La fitta attività investigativa permette di individuare il mandante dell’azione in Varani Luca, ex fidanzato della donna, ed i concorrenti in due uomini da questi assoldati: Precetaj Altistin e Talaban Rubin.
Vengono, dunque, ascritti e ritenuti in concorso i fatti di lesioni aggravate, di simulazione di reato, di danneggiamento e di violazione di domicilio. A carico del solo Varani Luca viene contestato anche il delitto di stalking e di tentato omicidio posto in essere, attraverso la manomissione dell’impianto del gas della cucina della donna.

Le motivazioni della Corte

Dalle fitte pagine della sentenza trasuda tutta la tragicità degli eventi.

La Corte affronta la scaturigine del terribile gesto rinvenendo, nella mancata accettazione della fine della relazione, la volontà di Luca Varani di controllare e sopraffare l’ex fidanzata, fino a giungere alla determinazione di punirla.
Gli Ermellini evidenziano i plurimi comportamenti di incursione da parte dell’imputato presso lo stabile della Annibali, presso la piscina frequentata da costei , richiamando anche gli stazionamenti sotto casa, i pedinamenti, le telefonate, i messaggi, gli inseguimenti e le abusive introduzioni in auto.
Luca è determinato a punire Lucia, la donna che diceva di amare.

In sentenza si legge: “Il 20 febbraio 2013 la donna, rientrando a casa, aveva avvertito un forte odore di gas. Aveva chiuso il rubinetto erogatore e aveva aperto sia le finestre che la porta di accesso all’abitazione. Nel frangente aveva scorto il Varani. Costui, inizialmente aveva tentato di nascondersi dietro una rientranza del muro per, poi, presentarsi, dicendo di essersi trovato sul posto e d’aver assunto la determinazione di passare a salutarla.
Ancora, l’ 1 marzo 2013 la Annibali, rientrata in casa, aveva aperto il rubinetto del gas ed acceso il fornello; in quella congiuntura, d’improvviso, avevano preso fuoco le manopole relative. Arrestata immediatamente l’erogazione del combustibile, agendo sulla chiave d’erogazione, la donna aveva chiamato un tecnico. All’esito della verifica, costui aveva accertato l’allentamento del tubo e la mancanza di tre guarnizioni.
I Giudici non hanno dubbi: “nell’animo dell’agente fosse permasa una risoluzione ferma ed irrevocabile, evidenziata dalla necessità di organizzare il piano criminoso, mediante introduzione nell’abitazione della Annibali e dalla predisposizione degli strumenti per la materiale esecuzione. In questa logica sono stati richiamati, in fatto, lo smontaggio ed il montaggio delle rondelle. Proprio dalle modalità commissive si è inferita la ricerca dell’occasione propizia, per l’introduzione nell’appartamento della vittima, la meticolosa organizzazione, mediante la predisposizione degli strumenti necessari per la manomissione, l’accurato studio preventivo delle modalità esecutive, evidenti anche in relazione alla acquisizione di conoscenze tecniche per attuare l’intervento sull’impianto del gas. Si è, pertanto, correttamente richiamata la maturazione d’una risoluzione omicida, attraverso lunga riflessione con plurime possibilità di recesso prima del perfezionamento della condotta.”
Luca Varani non si ferma ed escogita la sua terribile vendetta: sfigurare Lucia, lasciare per sempre indelebili sul suo volto i segni di una “scelta sbagliata”, quella di troncare la loro relazione.
Per farlo assolda due uomini e, la sera del 16 aprile 2013, si consuma la tragedia.

La pena

La Corte ha deciso. Luca Varani sconterà 20 anni di reclusione.
Gli Ermellini motivano sulla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche richiamando la gravità delle lesioni inferte alla persona offesa, il pericolo per la sua vita, la scelta di mezzi commissivi insidiosi, oltre che l’intensità del dolo. Ancora, viene posta l’attenzione sulla figura di Luca Varani evidenziandone il regime di vita, l’assunzione di stupefacenti, la condotta processuale e l’assenza di pentimento. “I giudici del merito hanno commisurato l’entità dell’aumento richiamando espressamente la scelta del mezzo utilizzato, la parte del corpo della vittima attinta (annotando come si trattasse di una giovane donna, sfigurata nel volto), i gravissimi danni fisici, morali e psicologici indotti dal gesto, per lo sfregio permanente del viso e la deformazione dei lineamenti del volto, all’esito caratterizzato da una fisionomia assolutamente diversa da quella precedente. Sono stati richiamati, altresì, i danni alla vista e si tratta,complessivamente, di motivazioni congrue che si sottraggono ad ogni censura in sede di legittimità”.
Giustizia è fatta!

Lucia Annibali ha commentato, emozionata, la sentenza dicendo: “Ho vissuto tre anni nell’attesa…si apre una pagina nuova della mia vita, un nuovo inizio”.
Lucia rinasce, più forte di prima e, con lei, la speranza per tutte le donne sopraffatte da quei mostri, abilmente mascherati da principi azzurri.

Domenica Maria Formica

Ultimi articoli

Agi Sicilia “Una panoramica sulle novità del diritto del lavoro”
Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner