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Lucia Goracci a MasterLex: “La mia esclusiva con Erdogan”

Il golpe, le epurazioni, l’Europa, le indagini italiane. Lucia Goracci, inviata di Rainews, ci racconta la sua intervista
esclusiva al Presidente Turco Recep Tayyip Erdogan e di come sia riuscita a far convivere, con la sua consueta pacatezza, la grinta di giornalista assetata di verità alla delicatezza di argomenti che hanno reso particolarmente suscettibile il Presidente. Con un filo conduttore ben preciso: non si fanno sconti a nessuno, men che meno a uno dei grandi potenti del mondo.

Lucia Goracci a MasterLex, ripercorriamo le tappe dell’intervista a Erdogan

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Lucia Goracci con la nostra redattrice, Raffaella Lauricella

Ho ricevuto la disponibilità del rilascio dell’ intervista in soli quattro giorni “ racconta Lucia Goracci alla nostra redazione.
L’attegiamento disponibile dell’entourage di Erdogan, però, non rispecchia quello tenuto dal presidente nel corso
dell’intervista.
Erdogan, infatti, polemizza da subito con l’Europa, rea di aver sollevato il problema del mancato rispetto dei diritti,
e con Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri: “Cosa farebbe – chiede Erdogan – se vedesse il
suo parlamento distrutto? Il nostro parlamento è stato bombardato e dove sono tutti? Perchè – continua – quando a
Parigi c’è un evento del genere e muoiono 5 o 6 persone tutti si riversano lì e si chiedono chi sia stato?”

Erdogan sta sulla difensiva. Parla di cecità, di tanta colpevole acquiescenza, non si spiega come sia possibile che
persone apparentemente capaci di pensare continuino con una politica che sembra destinata a distruggere la civiltà turca:
“Perchè nessuno è andato in visita al parlamento Turco quando è stato bombardato?”

lucia-goracciLucia Goracci ci confida di quanto sia stato arduo il suo compito: provare a far ragionare il Presidente, protetto dal
suo sguardo impenetrabile, sulla possibilità di combinare gli opposti, trovare fra essi una superiore armonia. Come si
fa a sbarazzarsi della mente binaria, meccanica, ideologica?

Ma la polemica contro l’Occidente è l’arma prediletta da Erdogan per difendersi dalle domande della Goracci: “è
sufficiente – gli chiede l’inviata della Rai – essere la firma di un giornale o l’insegnante di un’università per finire in carcere?”. La risposta evasiva del Presidente torna a toccare i rapporti con l’Italia e in particolare con la procura di Bologna, che sta indagando su suo figlio per riciclaggio, preferendo tentare di proteggere chi ama piuttosto che vederla vittima. In sostanza, Erdogan risponde a sua volta con una domanda, chiedendole, con il suo stile, cosa farebbe ognuno di noi in una situazione che vede coinvolto un proprio caro.

La Goracci non demorde e si appiglia prontamente al principio della presunzione di innocenza vigente nel nostro ordinamento e sull’assenza della pena di morte. A tal proposito Erdogan non nega, facendo un lungo elenco dei Paesi in cui è invigore, concludendo che se il suo popolo la vorrà, la introdurrà. La sua corrente di pensiero sembra tracciare una demarcazione netta tra la morale che riguarda i rapporti fra i normali esseri umani e quella che deve guidare chi si è autoinvestito dell’immane compito di realizzare l’assoluto.

Lucia Goracci riesce a far trasparire, grazie alle sue domande, interessanti aspetti della personalità di Tayyip Erdogan malgrado il Presidente turco cerchi con vigore di mantenere un alone di mistero a difesa della sua immagine, esasperatamente ostentata, di politico infallibile.

Intervista a cura di Raffaella Lauricella

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