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M5s: Parla il legale degli espulsi, con o senza quorum le regole sono nulle, un viatico per le impugnazioni

Borrè, il codice civile parla chiaro, serve il  75% degli iscritti ma la sostanza non cambia

     Il quorum del 75% degli iscritti al M5S per validare le nuove regole del Movimento è necessario. Non ha dubbi al riguardo Lorenzo Borré, l’avvocato ‘Masaniello’ che ha guidato la battaglia legale degli espulsi. Il piano B che si studia nei vertici del Movimento per aggirare l’ostacolo, semmai l’obiettivo quorum non dovesse essere centrato, non servirebbe a molto. “In realtà – spiega all’Adnkronos il legale che con la sua battaglia ha indotto il M5S a munirsi di nuove regole – il tribunale di Roma e di Napoli hanno chiarito che il M5S è un’associazione che, a tutti gli effetti, è soggetta alla normativa del codice civile”.

Dunque all’asticella del 75% -circa 100mila attivisti- “non si sfugge: la giurisprudenza lasciamola fare ai giudici, dice Borré ironizzando sulle parole di Davide Casaleggio, il figlio del cofondatore del M5S che ieri dal blog ha parlato di ‘nuova giurisprudenza politica’. “Ma quorum o non quorum – va avanti Borré – la sostanza non cambia: le nuove regole sono nulle”. E la questione del numero dei votanti “è davvero residuale – secondo il legale – in quando la nullità attiene proprio ai contenuti delle nuove regole e ai testi sottoposti al voto della Rete. La democrazia è una e non prevede aggettivi…”.

Per il legale, dunque, le nuove regole fanno acqua da tutte le parti. “Possono votarle solo gli iscritti entro il 31 dicembre 2015 – dice Borré – Si tratta di una limitazione, come si stesse votando un bilancio piuttosto che sullo statuto di un associazione. Il codice civile non prevede limiti legati alle iscrizioni, già questo non va”.

     Altro elemento che rischia di invalidare le nuove regole “è poi la questione degli iscritti mai formalmente espulsi – indica ancora il legale – ma a cui è stato disabilitato l’account, ai quali non è mai pervenuto l’invito al voto e che, di fatto, non possono votare. E già questo è un granello di sabbia in grado di inceppare il meccanismo”.

     Ma l’ostacolo maggiore sarebbe un altro. A individuarlo e denunciarlo lo stesso Borré. La questione è semplice. Sul blog si vota sul Non

Statuto e su due opzioni di Regolamento: una con espulsioni, l’altra con sospensioni ‘a vita’. Il Non Statuto è stato reso interattivo, c’è il link che consente di accedere al Regolamento perché i due documenti, vera e propria ossatura del Movimento, sono legati l’uno all’altro a doppio nodo. “Ma cliccando sul link in questione – spiega

Borré – compare il testo del vecchio regolamento, quello di cui il Tribunale di Napoli ha ravvisato la nullità, e il cui tenore è ovviamente diverso da quello dei due regolamenti che i votanti sono

chiamati a scegliere. Insomma con un voto solo si approvano tre distinti e contrastanti regolamenti. Una confusione che – per Borré – rende radicalmente nulla la votazione”.

“Il testo dell’ art.8 del Non Statuto sottoposto all’esame dei votanti è il seguente: ‘Il ‘non statuto’ è integrato dalle disposizioni contenute nel regolamento pubblicato al link http://www.beppegrillo.it/movimento/regolamento’ ed ha la peculiarità di essere interattivo, con il risultato che cliccando sul link compare il testo del vecchio regolamento”, quello che i giudici hanno dichiarato nullo, rimarca Borré.

     Questa e le altre ‘sbavature’ delle nuove regole grilline aprirebbero la strada, secondo il legale, a nuovi ricorsi contro il M5S.

“Speravano di mettere in sicurezza il Movimento dalle battaglie legali. In realtà, Non Statuto e nuovo regolamento sono un viatico perle impugnazioni”, si dice convinto Borré.

     (Ile/AdnKronos)

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