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“Mafie Sotto Casa”, una mappatura senza confini

“Le mafie non sono invisibili. Si fanno sentire. Bisogna solo saper leggere i segnali che il territorio ci manda.”

Questo lo slogan del nuovo portale Mafiesottocasa.com che dall’Emilia Romagna mira ad espandere il suo raggio d’azione al panorama nazionale ed internazionale. Non solo un sito dove vengono raccolte e mappate le notizie riguardanti i fatti di mafia, ma anche un’opera di sensibilizzazione ed invito alla partecipazione attiva degli utenti. Nell’individuare e segnalare i fatti di mafia che accadono sul proprio territorio, l’utente si interessa del problema e, al contempo, prende coscienza del fatto che, nella società attuale, questi fenomeni non riguardano solo alcune zone d’Italia piuttosto che altre.

Della nascita di questa iniziativa, delle modalità di funzionamento e degli obiettivi che si prepone, ne abbiamo parlato con Rebecca Righi, tra i fondatori del progetto e membro attivo del presidio Libera di Carpi.

“L’idea nasce da una serie di associazioni e trae origine da alcune esigenze comuni emerse nell’ambito della loro opera antimafia: dare alle persone un’immagine anche intuitiva di quale sia il livello d’impatto sulla vita privata, ma anche sulla vita pubblica del radicamento mafioso in regione; la necessità di mettere in collegamento tutte le notizie – altrimenti proposte in maniera eccessivamente frammentaria – riguardanti i fenomeni mafiosi; coinvolgere le persone, soprattutto della fascia d’età  più giovane, in un percorso rivolto a comprendere la realtà circostante.”

La mappatura delle notizie risponde alla necessità di dare un impatto visivo della vastità del fenomeno criminale e la categorizzazione rimanda alla comprensione della sua complessità in territori apparentemente distanti da questo tipo di fatti. Collegata a queste, la necessità ulteriore di approfondire informandosi, quindi il rimando alle altre sezioni ed alle banche dati presenti sul sito.

mappa“Nei documenti si trovano anche dei dossier pubblicati negli anni scorsi che mappano i Clan operativi in regione, sottolineando il ruolo delle mafie straniere ed i loro rapporti con le mafie locali. Lo sforzo al quale il lettore viene invitato è quello di guardare al fenomeno della criminalità organizzata nel suo insieme senza soffermarsi esclusivamente sui fatti o sui processi mediaticamente più influenti in un dato periodo.”

L’iniziativa ha già trovato riscontro positivo nelle collaborazioni di associazioni o di singoli che operano in regioni come la Toscana, la Puglia o il Trentino, ma questa è destinata col tempo ad espandersi anche al panorama europeo. “Ad una realtà – quale quella mafiosa – non si può reagire se non la si ha effettivamente compresa.” Da qui la necessità di superare l’idea che il “mafioso” sia frutto del determinismo sociale solo di alcune zone d’Italia, ma anche la necessità di collaborazione attiva su una scala più vasta possibile così da poter accedere a dati sempre più chiari e dettagliati, anche a livello sovranazionale. In questo senso si pone anche il prossimo lancio della versione inglese del sito.

“Obiettivo fondamentale di Mafie Sotto Casa è quello di mettere in rete quante più persone e quante più esperienze possibili, sfruttando e valorizzando le risorse che la società civile può mettere a disposizione”.  Il sito diventa così il catalizzatore di una vasta rete di persone ed associazioni che operano in parti diverse del territorio, ma che hanno la possibilità di cooperare rispondendo all’organizzazione delle associazioni criminali, con un’organizzazione altrettanto efficiente, ma soprattutto motivata dalla tutela del bene comune.

Francesco Donnici

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