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Maria Callas, voce immortale affidata alla storia

Maria Callas, voce immortale affidata alla storia: la Divina

La chiamavano La Divina e la chiamano ancora allo stesso modo. Continueranno a chiamarla così, sempre. Il suo nome, il suo viso e soprattutto la sua voce, rimarranno nella storia. Perché la sua voce, sublime, non è stata una moda del suo tempo. E’ stata la voce del bel canto che ha affidato all’eternità il nome di Maria Callas. Oggi la ricordiamo. Master Lex la ricorda perché il 16 settembre 1977 Maria Callas morì, lasciando il vuoto nella musica lirica. A 53 anni, assistita da un maggiordomo e dalla fedele governante, il grande soprano muore senza amici. Così si spense una vita meravigliosa e triste, intensa ed eccessiva, acclamata dal pubblico e sola nella vita privata.

Una vita vissuta intensamente, così come le dive sanno fare. Maria Callas, il suo vero nome era Maria Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulos, nacque il 2 dicembre dell’anno 1923 a New York, dove vivevano i genitori di origine greca. L’infanzia triste segnò il suo carattere. Nata per “sostituire” il figlio maschio morto prima di lei, Maria non fu accettata perché era nata femmina e fu poco attenzionata tra disparità con la sorella maggiore e privilegi a lei non concessi, come quello di non potere prendere lezioni di canto e pianoforte che, invece, la sorella seguiva.

Maria Callas, voce immortale affidata alla storia: il talento

Voce immortale affidata alla storiaMaria aveva una marcia in più. Aveva talento e una voce meravigliosa che le permisero di imparare a cantare ascoltando le lezioni impartite alla sorella da dietro la porta. Il divorzio dei genitori la portò con la madre in Grecia. Ebbe la possibilità di frequentare il Conservatorio. Da lì in poi la vita della Callas fu costellata da sacrifici per sfuggire alla miseria, ritornare negli Stati Uniti, per poi scappare ancora, verso l’Italia. La corsa alla magrezza a tutti i costi, la ricerca del successo, poi un incontro fortuito che designò la sua fortuna. Dal casuale incontro con il tenore Zenatello conobbe Giovanni Battista Meneghini, 37 anni di differenza, futuro marito, suo futuro manager e mai amato. Amò Luchino Visconti, Pasolini, Zeffirelli e Aristotele Onassis.

Maria Callas, voce immortale affidata alla storia: l’amore

Quest’ultimo lo conosce grazie ad un’amica americana, lascia il marito e inizia un calvario dell’anima che la porta agli eccessi. Amore e passione sfrenata, cattiveria subita, violenza e solitudine. Nasce un bambino, morto subito che aggiunge dolore al dolore. Onassis preferisce Jaqueline Kennedy a lei.  Da qui si decreta la depressione di Maria che, per sfuggire all’abbandono, vuole dimenticare con farmaci e si isola da tutto e da tutti nella sua casa di Parigi.

Maria Callas, voce immortale affidata alla storia: le sue interpretazioni

Ma noi la ricordiamo per i suoi grandi successi. Cantò nei teatri di Londra, Vienna, Berlino, Amburgo, Stoccarda, Parigi, New York, Chicago, Philadelphia, Dallas, Kansas City. La amiamo per le interpretazioni di magnifiche opere: Lucia di Lammermoor, Traviata, Trovatore, Sonnambula, Aida, I Vespri siciliani, Tosca, Turandot e tante altre. Una su tutte la Norma di Bellini. Maria Callas rimarrà immortale con la Casta Diva, che fu il suo cavallo di battaglia e con la sua voce eterna che l’ha consacrata all’immortalità e l’ha regalata alla storia.

Selene Grimaudo

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