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Migliucci (Ucpi), servono norme su toghe in politica

 

L’Unione Camere Penali ha da sempre sottolineato la necessità di ”regole stringenti e certe per i magistrati che decidono di intraprendere la carriera politica. Dopo anni di prese di posizione e interventi da parte dell’Ucpi sulla questione delle toghe in politica e sulla più generale questione dei cosiddetti ‘fuori ruolo’, finalmente registriamo prese di posizione anche da parte di autorevoli esponenti della politica e della magistratura”. Così il presidente dell’Unione delle Camere Penali,

Beniamino Migliucci, esprime all’Adnkronos, la propria soddisfazione per le dichiarazioni del Vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, sulle toghe in politica.

“Le toghe che entrano in politica, o che assumono incarichi pubblici, cessato il mandato, non devono più svolgere funzioni giurisdizionali e, dunque, indossare la toga, perché la commistione tra politica e magistratura nuoce all’immagine di autonomia e indipendenza del magistrato e alla percezione della sua imparzialità. Sono da respingere -aggiunge Migliucci- ipotesi che prevedano che, dismesso l’incarico politico, il magistrato possa essere ricollocato presso la Corte di Cassazione, o possa esercitare funzioni giudicanti; il testo licenziato dalla Camera non è, pertanto, per nulla soddisfacente”.

“La normativa -rileva il presidente dei Penalisti italiani- dovrebbe occuparsi di contrastare forme di uso strumentale della funzione posto che, con la candidatura, con l’elezione o con l’assunzione di una carica di governo, il magistrato compie una pubblica scelta di campo inevitabilmente incompatibile con l’autonomia, l’indipendenza e l’imparzialità del ruolo. Il magistrato che desidera candidarsi dovrebbe cessare dal servizio entro un termine congruo e la candidatura non dovrebbe avvenire nel medesimo distretto dove ha esercitato la funzione e ciò sempre per evitare un uso improprio e strumentale della stessa. Quanto espresso dal Vicepresidente del Csm Legnini ha trovato condivisione anche da parte del Presidente dell’Anm Eugenio Albamonte; la convergenza di opinioni su quanto da tempo proposto dall’Unione fa ben sperare per l’approvazione, in tempi rapidi, di una norma sulla quale inusitatamente si temporeggia da anni”.

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