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Migranti: in Francia inizia lo sgombero della “giungla” di Calais

Migranti: in Francia inizia lo sgombero della “giungla” di Calais

A Calais è tempo di sgombero: già dalle prime luci del mattino sono stati centinaia i migranti che, con i loro pochi averi, si sono messi in coda davanti a un hangar fuori città per essere distribuiti in altri luoghi e intanto il governo ha cominciato un’operazione di sgombero nel campo a nord della città francese, meglio conosciuto come “giungla”.

Oltre 2.300 persone sono salite sui primi bus, partiti alla volta delle destinazioni dei campi di accoglienza e orientamento, i cosiddetti Cao. Sono i sudanesi il gruppo etnico più numeroso a bordo tra i primi a presentarsi alle partenze.

Zaini addosso e valigie alle mani, i migranti del campo hanno formato lunghe file verso il punto di raccolta, da dove saranno trasferiti in centri di accoglienza sparsi su tutto il territorio nazionale. Queste le immagini di uomini, donne e bambini che hanno raccolto i propri beni e hanno cominciato a radunarsi in attesa degli autobus.

Sgombero della “giungla”: la distribuzione nei centri d’accoglienza

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Per l’operazione, sono stati dispiegati circa 1.250 agenti delle forze di sicurezza. I migranti verranno distribuiti nei centri di accoglienza di 11 regioni, eccezion fatta per Ile-de-France e Corsica.

La scelta della destinazione si effettua nell’hangar di tremila metri quadrati situato a circa 300 metri dalla “giungla” in cui è stato allestito l’headquarter dell’operazione. Il governo ha proposto a ciascuno due scelte tra i 450 centri pronti ad accoglierli su tutto il territorio francese.

Tra gli oltre 6 mila migranti presenti nella giungla si contano anche 1.291 minori: di questi, quasi 200 sono stati trasferiti nel corso dell’ultima settimana dal Regno Unito. I minorenni non accompagnati saranno accolti in via temporanea in un centro a Calais, così da avviare le loro pratiche e portare a termine le trattative ancora in corso tra Parigi e Londra per l’accoglienza nel Regno Unito di altri bambini, in particolare i più vulnerabili e quelli che hanno parenti.

Migranti: gli incendi dolosi e le proteste

Ma il problema più grande da affrontare resta pur sempre quello di coloro che non hanno intenzione alcuna di abbandonare il campo con il desiderio di attraversare il Canale della Manica. Nel frattempo, dopo che nella notte piccoli gruppi di migranti hanno dato fuoco ai bagni e lanciato pietre contro le forze di sicurezza per protestare contro lo sgombero, la polizia in tenuta anti-sommossa vaglia le operazioni.

Intanto, mentre nel dipartimento francese del Puy-de-Dome un centro di accoglienza e orientamento di Loubeyrat è stato colpito questa notte da un tentativo di incendio doloso, anche in Grecia si è verificato un evento simile. A Lesbo, centinaia di migranti sono stati protagonisti di una rivolta nel centro di accoglienza di Moria dove sono stati accesi dei fuochi per manifestare il malcontento riguardo alle condizioni di detenzione.

Eloisa Zerilli

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