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La storia del clochard “evaso” dalla panchina e il problema delle misure cautelari da applicare ai senzatetto

Quali misure cautelari per i senzatetto?

Con il provvedimento che dispone gli arresti domiciliari, il giudice prescrive all’imputato di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora […]”.

Così recita l’art. 284 c.p.p., che sembra presupporre che l’imputato una casa ce l’abbia.

Ma cosa accade se la persona sottoposta a misura cautelare non possiede una fissa dimora? Sul punto, la norma non si esprime.

Un riferimento può scorgersi, invece, all’interno dell’art. 275 comma 2 bis c.p.p come modificato dal d.l n.92/2014 (convertito in legge n.117/2014), che ha inteso ridurre l’ambito operativo del divieto di custodia cautelare in carcere.

Dopo aver escluso l’applicazione della misura per i casi in cui il giudice riconosca potersi applicare la sospensione condizionale della pena, la norma chiarisce che “tale disposizione non si applica quando […] gli arresti domiciliari non possano essere disposti per mancanza di uno dei luoghi di esecuzione indicati nell’articolo 284 c.p.p.”.

Per farla breve, insomma, sembra che chi non ha un’abitazione non possa beneficiare degli arresti domiciliari. Circostanza, questa, che in un momento in cui si fa un gran parlare di deflazione penale e di lotta all’abuso della carcerazione preventiva può apparire paradossale.

E qualche giudice, in effetti, a questo paradosso ha cercato di rimediare.

Brescia. Il caso del clochard “evaso dalla panchina”.

Risale a pochi anni fa il caso del clochard a cui venivano accordati gli arresti domiciliari.

Non avendo una fissa dimora, l’uomo eleggeva domicilio presso la panchina di un paese del bresciano. 

Ma a seguito di un controllo dei carabinieri andato a vuoto, scattava l’arresto per evasione.

La sentenza veniva riformata in grado di appello. Per colui che risulta privo di fissa dimora – si diceva – non può ritenersi che il mancato rintraccio costituisca violazione dell’obbligo di permanenza presso l’abitazione.

Misure cautelari ai senza tetto.Una possibile soluzione

Quale, allora, il destino dei senza fissa dimora sottoposti a misura cautelare?

Nonostante gli sforzi del giudice bresciano, sembra proprio che gli arresti domiciliari non siano una via percorribile. Ma è davvero socialmente accettabile che chi ha la fortuna di avere un tetto sopra la testa possa beneficiare di una misura meno afflittiva rispetto a chi, già “punito dalla vita”, è costretto a subire una misura custodiale?

Sorvegliare chi una casa non ce l’ha pone, di certo, delle difficoltà. Ma come diceva Albert Einstein, è proprio nel mezzo delle difficoltà che nascono le opportunità.

Per i potenziali evasori di panchine, allora, la soluzione potrebbe essere il braccialetto elettronico. Uno strumento che permetterebbe di ridurre il sovraffollamento carcerario e, perchè no, di seguire i senza tetto senza rendere il loro destino ancora più amaro.

Del resto, i tempi in cui il nostro sistema penale puniva “oziosi e vagabondi” dovrebbero essere ormai definitivamente superati.

Claudia Chiapparrone

braccialetto elettronico

Misure cautelari ai senza tetto. Una possibile soluzione

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