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Niente compenso per l’Avvocato negligente!

Niente compenso per l’Avvocato negligente!

“Non si può entrare in un negozio, e poi lamentarsi che tutto abbia un prezzo” dice una nota canzone…

Quando poi l’oggetto da pagare è una prestazione professionale le lamentele non mancano e spesso si concretizzano in cause volte ad accertare la responsabilità professionale dell’Avvocato nonché la perdita del suo diritto al corrispettivo. Ma quando il legale perde il diritto al proprio compenso? Invero, ultimamente, la Cassazione si è trovata più volte dinanzi questo interrogativo e ha dato la sua risposta.

Niente compenso per l’Avvocato negligente! I fatti.

A fronte del decreto ingiuntivo ottenuto per il saldo del proprio onorario, il professionista riceveva la relativa opposizione, nella quale il cliente contestava il valore della causa in base al quale era stata elaborata la parcella posta a fondamento del decreto ingiuntivo e spiegava domanda riconvenzionale volta all’accertamento della responsabilità professionale dell’avvocato, con conseguente perdita del diritto di quest’ultimo al compenso e condanna dello stesso alla restituzione di quanto versato.

Per la riforma della sentenza di primo grado, che lo aveva visto soccombente, il cliente adiva la Corte d’Appello territoriale che rigettava il gravame, e, a questo punto, proponeva ricorso per cassazione avverso la decisione affidandosi a sette motivi.

Ebbene, nella sentenza del 22.03.2017 n. 7309/2017, sebbene la Suprema Corte abbia ritenuto infondati tutti e sette i motivi, si affronta ancora la questione della responsabilità professionale del professionista avvocato, connessa al suo diritto al compenso.

Niente compenso per l’Avvocato negligente! Quando?

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I Giudici di legittimità ricordano come nell’eseguire la prestazione professionale, sia che questa venga configurata come adempimento di un’obbligazione di risultato sia di mezzi, il professionista è obbligato, a norma dell’art. 1176 cod. civ., ad usare la diligenza del buon padre di famiglia,  e specificano che “la violazione di tale dovere comporta inadempimento contrattuale e, in applicazione del principio di cui all’art. 1460 cod. civ., la perdita del diritto al compenso”.

Ma quando il cliente può opporre l’eccezione di inadempimento? Secondo la Suprema Corte tale eccezione può essere opposta all’avvocato che abbia violato l’obbligo di diligenza professionale “purché la negligenza sia stata tale da incidere sugli interessi del cliente, non potendo il professionista garantire l’esito comunque favorevole auspicato dal cliente, ed essendo contrario a buona fede l’esercizio del potere di autotutela ove non sia pregiudicata la “chance” di vittoria in giudizio.”

Niente compenso per l’Avvocato negligente! Omissioni e probabilità

Ricordando passate pronunce la Corte precisa che “legittimamente il cliente rifiuta di corrispondere il compenso all’avvocato quando costui abbia espletato il proprio mandato incorrendo in omissioni dell’attività difensiva che, sia pur sulla base di criteri necessariamente probabilistici, risultino tali da aver impedito di conseguire un esito della lite altrimenti ottenibile”.

Insomma, la responsabilità del professionista avvocato – che presuppone la violazione del dovere di diligenza ex art. 1176 secondo comma codice civile, ovvero quello della diligenza professionale media esigibile, da commisurarsi alla natura dell’attività esercitata – verrà ravvisata quando “sulla base di criteri necessariamente probabilistici, si accerti che, senza quell’omissione, il risultato sarebbe stato conseguito, secondo un’indagine istituzionalmente riservata al giudice di merito, non censurabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata ed immune da vizi logici e giuridici”.

Iolanda Giannola

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