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Noleggio in biblioteca anche per le opere 2.0

“Il diritto d’autore deve adeguarsi ai nuovi sviluppi economici” e, con esso, anche i lettori più romantici che disdegnano il formato elettronico in favore della carta stampata. Una nuova sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con riferimento alla causa C-174/15, stabilisce che i libri elettronici sono considerati alla stregua di quelli rilegati e, quindi, possono essere chiesti in prestito presso le biblioteche.

Il caso è stato sollevato dalla VOB (Vereniging Openbare Bibliotheken), l’associazione olandese comprendente tutte le biblioteche pubbliche del paese. Se in prima battuta è stato il Tribunale dell’Aia a doversi esprimere, la questione è stata successivamente sottoposta alla Corte di Giustizia la quale ha dovuto far luce sulle questioni attinenti l’interpretazione delle disposizioni in materia di diritto d’autore e di prestito, giungendo a concludere che non sussiste alcun motivo determinante che consenta di escludere, in qualsiasi caso, il prestito di copie digitali e di oggetti intangibili dall’ambito di applicazione della direttiva sul noleggio e il prestito di opere coperte da copyright.

Ma vediamo in che modo si effettua il prestito.

L’opera dovrà essere caricata sul server dell’istituzione in formato digitale e sarà consentito ad un utente di riprodurla scaricandola sul proprio computer. Detta copia sarà a disposizione del lettore per un determinato periodo di tempo, durante il quale non sarà comunque scaricabile da altri utenti. Varrà insomma la regola “one copy, one user” (una copia, un lettore). Per cui bisognerà attendere il proprio turno per usufruire di un formato in pdf presso una biblioteca. Sarà l’autore dell’opera a decidere circa la disponibilità o meno per il noleggio, avendo diritto ad un’equa remunerazione in caso di assenso. Anche per questa ragione, a differenza di quanto avviene con un libro stampato, il confine tra la vendita ed il noleggio di un e-book risulta quanto mai sottile.

La sentenza non sortirà grandi cambiamenti in Italia, dove già molti editori consentono il prestito di ebook in biblioteca. C’è da dire che, nonostante tutto (e qui sospireranno i nostalgici), la quantità di opere in formato digitale in Italia è davvero limitata. Insomma, ancora poco inchiostro elettronico e molto inchiostro stampato!

Maria C. Cucuzza

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