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Non paga l’Irap il medico che lavora presso strutture polifunzionali

La Cassazione ha detto di no al pagamento dell’Irap, l’imposta regionale sull’attività produttiva (Irap), da parte dei medici che si trovano ad operare in ambienti polifunzionali organizzati in forma associativa.

Il chiarimento in merito giunge con l’ordinanza della Cassazione civile n.179816/16.

L’Agenzia delle Entrate bussa alla porta di tutti; non è un ospite ben accetto, figuriamoci quando talvolta viene a chiederci di pagare più di quanto dovuto. Veniamo assaliti da un dubbio dai tratti propriamente amletici…”pago o non pago?”

È quando abbiamo versato più del previsto che l’Agenzia delle Entrate fa orecchie da mercante, perché di restituire le somme non ne vuol proprio sapere, tanto da essere disposta a giungere innanzi alla Cassazione.

Irap: i medici hanno i presupposti per pagarla?

I medici e l'Irap
I medici e l’Irap

È quanto accaduto a B.G., medico di professione che, avendo pagato l’Irap per le annualità 2004/2007, ne richiedeva il rimborso poiché i proventi sui quali aveva pagato l’imposta erano frutto di un lavoro che lo stesso aveva svolto in una struttura polifunzionale organizzata da altri non da lui stesso. La richiesta veniva accolta, poiché ad avviso della Commissione Tributaria Regionale prima, e della Cassazione dopo, difettava il presupposto per il pagamento della stessa.

L’articolo 2 del d.Lgs n. 446/1997, decreto con cui è stata introdotta nel nostro ordinamento l’imposta regionale sull’attività produttiva, l’Irap appunto, il cui gettito è attribuito alle Regioni al fine di finanziare il Fondo Sanitario Nazionale, indica i presupposti dell’imposta in questione.

“Presupposto dell’ imposta è l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi”(art.2 d.Lgs n.446/97).

Autonomia e organizzazione dunque!

Esenzione Irap: chi non paga?

Secondo i giudici della Suprema Corte non dovranno pagare l’Irap tutti quei lavoratori autonomi o quei professionisti che avranno lavorato presso strutture da altri organizzate.

La Commissione Tributaria Regionale con sentenza n. 2117/19/2014 accoglieva la richiesta di rimborso avanzata da B.G., ma l’Agenzia delle Entrate non si è arresa e, restia alla restituzione delle somme, ha presentato ricorso in Cassazione.

I giudici non hanno potuto far altro che enunciare il principio di diritto secondo il quale “ai fini della soggezione ad Irap dei proventi di un lavoratore autonomo o di un professionista, non è sufficiente che il lavoratore si avvalga di una struttura organizzata, ma è anche necessario che questa struttura sia autonoma, faccia cioè capo al lavoratore, non solo ai fini operativi, ma anche sotto quelli organizzativi”.

Altro che fare orecchie da mercante…la Cassazione ha proprio dato una tiratina d’orecchie all’Agenzia delle Entrate. Non avrà scelta…sarà lei a dover pagare stavolta!

Giusy La Bianca

http://www.cortedicassazione.it

 

 

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