Shopping Cart

Notifica via Pec dei tributi: con la conversione in legge del Decreto Fiscale diventa operativa

Notifica via Pec dei tributi: da ora in poi l’incubo peggiore del contribuente non sarà più il postino! Fate attenzione alla posta certificata, perché anche se non visualizzata, sarà sufficiente la ricezione della Pec ai fini della validità della notifica.

notifica via pec tributi decreto fiscale legge di conversione

Notifica via Pec dei tributi nel Decreto Fiscale

Via libera dalla Camera dei Deputati alla conversione in legge del Decreto Fiscale (D.L. 193/2016) che, tra le tante novità, ha aggiunto al testo dell’art. 60 del D.P.R. 600/1973, la possibilità per gli uffici competenti di notificare via Pec gli atti o gli avvisi che per legge devono essere notificati alle imprese individuali o costituite in forma societaria e ai liberi professionisti.

In particolare, i destinatari di questa novità normativa sono quei soggetti che, iscritti in appositi albi, elenchi, o alla Camera di Commercio, sono dotati obbligatoriamente di posta elettronica certificata, reperibile sul sito dell’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (Ini-Pec), mediante il semplice inserimento del codice fiscale dell’interessato.

Infatti, la disposizione precisa che, l’ufficio competente per l’imposizione ha diritto alla consultazione telematica e all’estrazione, anche in forma massiva, dei predetti indirizzi.

Per tutti gli altri contribuenti, persone fisiche non obbligate alle tenuta di un indirizzo di posta elettronica certificata, la notifica via Pec rimane facoltativa, e può essere attuata solo su richiesta dell’interessato.

Notifica via Pec: le regole operative della nuova normativa

Una volta individuato l’indirizzo del destinatario, l’ufficio competente potrà direttamente inviare l’avviso, senza l’ausilio di un messo notificatore, tuttavia, qualora la casella di posta dovesse risultare piena, l’ufficio effettuerà un secondo tentativo di consegna, decorsi almeno sette giorni dal primo invio. Se anche al secondo tentativo la casella dovesse essere satura o l’indirizzo non valido o inattivo, la notificazione dovrà essere eseguita con deposito telematico dell’atto nell’area riservata del sito internet della società “InfoCamere Scpa”, e pubblicazione dell’avviso nello stesso sito, entro il secondo giorno successivo a quello di deposito, per la durata di quindici giorni; in questi casi l’ufficio dovrà dare notizia al destinatario anche mediante lettera raccomandata.

In ogni caso, ai fini del rispetto dei termini di prescrizione e decadenza, la notificazione si intende comunque perfezionata, per il notificante nel momento in cui il suo gestore di casella di posta elettronica trasmette la ricevuta di accettazione, mentre per il destinatario alla data di avvenuta consegna contenuta nella ricevuta generata dal gestore di casella di posta del destinatario.

Ciò significa che anche se il contribuente non dovesse aprire la propria posta, rimanendo all’oscuro del contenuto, la notifica si intenderà comunque valida.

Le disposizioni illustrate si applicano alle notifiche degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati ai contribuenti, a partire dal 1 luglio 2017. Le notifiche eventualmente eseguite con modalità diverse dalla posta elettronica certificata, dal 1 giugno 2016 alla data di entrata in vigore della legge, sono rinnovate mediante invio all’indirizzo Pec del destinatario, ed eccezionalmente, i termini di impugnazione decorrono dalla data di rinnovazione.

Notifica via Pec: l’evoluzione legislativa e giurisprudenziale

Occorre precisare che il nostro ordinamento conosceva già l’istituto delle notifiche telematiche, ed invero: il D.P.R. 602/1973 permette agli agenti di riscossione di notificare le cartelle di pagamento tramite Pec; l’art. 48 comma 2 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) prevede che la trasmissione del documento informatico per via telematica equivale alla notificazione per mezzo della posta, e l’art. 149 bis  c.p.c. autorizza l’ufficiale giudiziario alla notifica mediante Pec, se non è espressamente vietato dalla legge.

Ciononostante, recentemente si è delineato un contrasto giurisprudenziale che vede da un lato l’orientamento che ritiene valida la notifica a mezzo Pec degli avvisi di accertamento relativi a tributi locali ed erariali (Comm. Tributaria Matera 447/2015), dall’altro la tesi che considera inesistente la notifica telematica (Comm. Tributaria Milano 6087/2014- nel caso di specie la notifica concerneva tributi doganali).

L’intervento del Decreto Fiscale dovrebbe dirimere ogni contrasto in materia, poiché la legge avverte che ha valore di notificazione l’invio di tutti gli atti e le comunicazioni in materia di tributi, ivi compresi gli avvisi di pagamento effettuati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Pertanto, ancorché non espressamente previsto, sembra potersi affermare che anche gli atti relativi ai tributi locali siano ricompresi in tale enunciazione.

Il governo ha posto la questione di fiducia sulla conversione in legge del Decreto Fiscale, e la Camera dei Deputati ne ha approvato il testo il 16 novembre scorso. Adesso il disegno di legge è al vaglio del Senato.

Maria Rita Toscano

Ultimi articoli

Agi Sicilia “Una panoramica sulle novità del diritto del lavoro”
Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner