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Nuova moneta per Barcellona, la sindaca Colau mantiene le promesse

Ada Colau, sindaca di Barcellona, si rivela essere una donna di parola. Nonostante i malumori della Banca di Spagna, mette in campo 24 milioni di Euro e fa partire il progetto per la moneta locale.

Moneta locale a Barcellona: tempi e modalità

Era un punto del suo programma di governo ed oggi sta per diventare realtà. La sindaca di Barcellona esponente di Barcelona en Comù, movimento vicino a Podemos, annuncia di aver stanziato 24 milioni di Euro per poter dare inizio alla introduzione di una moneta locale. Lo scopo è quello di rafforzare le imprese locali, rilanciare l’economia e ad agire come stimolo per progetti di economia sociale.

Il progetto partirà nel 2017, si inizierà  con una fase di sperimentazione nei distretti del fiume Besòs che durerà fino al 2019, anno in cui l’utilizzo della moneta verrà esteso a tutta la città. A tale data, la Colau, sarà forte anche dei risultati dell’analoga esperienza che prenderà il via a gennaio in un’altra città della Catalogna, Santa Coloma de Gramenet, ad opera della sindaca socialista Núria Parlon.

Dal Comune non si hanno ulteriori dettagli, probabilmente si tratterà di una moneta digitale, totalmente smaterializzata, funzionante con dispositivi mobili e tablet. Tale moneta sarà utilizzabile nel circuito di esercizi commerciali che aderiranno all’iniziativa. Ada Colau, nel suo programma elettorale, aveva ipotizzato anche la possibilità di utilizzarla per il pagamento di una parte degli stipendi dei dipendenti pubblici e di vari sussidi. Molta determinazione quindi ma poche certezze.

Di sicuro invece c’è che l’idea non è mai piaciuta alla Banca di Spagna. Già nel 2015, durante la campagna elettorale della sindaca, il vice governatore della Banca di Spagna aveva bollato l’idea come “imposible” e “indeseable”. Nonostante le parole di Fernando Restoy, la Colau va avanti. La bontà dell’idea la si potrà saggiare solo all’esito della fase sperimentale: il successo è legato a fattori quali il numero delle persone che accetteranno di farsi pagare con la nuova moneta ed alla compatezza della rete di locali e negozi aderenti.

Valuta locale: i precedenti italiani

L’idea di una valuta locale non è certo una novità. In tutto il mondo si contano oltre 4 mila iniziative in tal senso. Anche nel nostro Paese possiamo annoverare esperienze simili. Degna di nota è senza dubbio la vicenda  calabrese di Ecoaspromonte. Nata dall’idea dell’allora Presidente dell’Ente Parco, Tonino Perna, essa era una moneta vera e propria moneta coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e supportata dalla Banca popolare Etica di Padova. L’intento era quello di risollevare un’area economicamente depressa come quella dell’Aspromonte. Ancora oggi sono presenti in Italia lo Scec ed il Sardex, tutti strumenti monetari su base territoriale limitata, volti a rivitalizzare l’economia locale.

Il tempo ci dara’ la misura del successo dell’introduzione delle valute locali.

Maria Rosaria Pensabene 

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