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Nuova Zelanda e India: i fiumi Whanganui e Gange acquisiscono la personalità

Nuova Zelanda: il fiume  Whanganui acquisisce la personalità

In Nuova Zelanda, il fiume sacro maori Whanganui (o Te Awa Tupua) ha ottenuto la personalità giuridica e può da ora essere considerato un essere vivente. Un riconoscimento arrivato grazie al Trattato di Waitangi, testo storico del 1840, sottoscritto da un rappresentante della corona inglese e da 40 capi delle tribù Maori dell’Isola del Nord.

Il trattato prescrive che è bisogna garantire gli interessi e le proprietà tradizionali dei Maori e, di conseguenza, occuparsi della salute e del benessere del fiume.

È la prima volta al mondo che un fiume ottiene una personalità giuridica, protetta da rappresentanti legali. La vittoria arriva dopo una battaglia legale durata ben 170 anni: finalmente, le acque possono essere rappresentate congiuntamente da due membri, uno nominato dalla comunità maori e uno dal governo.

Fiume  Whanganui: deve godere di benessere e salute

nuova-zelandaCon la nuova legge, si pone fine a una delle controversie più durature della storia del Paese e si riconosce la connessione spirituale esistente fra il popolo autoctono Whanganui Iwi e il loro fiume ancestrale.

Inoltre, il fiume potrà essere rappresentato in procedimenti in tribunale. La nuova legge prevede, infatti, un indennizzo finanziario di 80 milioni di dollari neozelandesi (52 milioni di euro).

Allo stesso tempo, il governo s’impegna a contribuire con 30 milioni di dollari (circa 20 milioni di euro) da far convergere in un fondo atto proprio alla promozione e al mantenimento della salute e il benessere del fiume.

Ciò garantisce un futuro prospero per la vita del corso d’acqua. Ritorna così attuale il brocardo maori ”Ko au te awa, ko te awa ko au” (”io sono il fiume, il fiume è me” ndr) che celebra il sacro fiume nel nord della Nuova Zelanda.

Personalità giuridica: la ottiene anche il Gange

Alla vigilia della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra il 21 marzo di ogni anno, la Corte suprema dell’Uttarakhand, stato settentrionale attraversato dall’Himalaya, ha deciso che il Gange e lo Yamuna, suo principale affluente, avranno personalità giuridica: se qualcuno li danneggia, sarà punito come se avesse ferito o ucciso un essere umano.

Le leggi anti-inquinamento esistono già, ma i controlli sono decisamente carenti. La sentenza che riconosce ai due fiumi lo status di persona giuridica si rivolge in primis ai governi dell’Uttarakhand e del vicino Uttar Pradesh, colpevoli di non aver istituito il Ganga Management Board, un’agenzia ambientale di controllo.

Eloisa Zerilli

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