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Obbligo di tacchi e minigonne: il caso Bellomo e le allieve molestate

Obbligo di tacchi, minigonne e trucco marcato: il caso Bellomo e le allieve molestate

«Sono un genio, anche Einstein è stato attaccato per le sue idee». Parole che non mostrano il benché minimo segnale di pentimento quelle di Francesco Bellomo, il giudice del Consiglio di Stato di origini baresi sottoposto a procedimento disciplinare, che adesso rischia la pena più grave, ossia la destituzione.

Anche la procura di Bari punta a fare luce sul caso del giudice, che avrebbe obbligato le allieve della sua scuola privata di formazione per magistrati con sede a Milano, Roma e Bari, intitolata “Diritto e Scienza”, a presentarsi ai corsi vestite con minigonna, tacchi a spillo e trucco marcato.

Niente matrimonio per le giovani professioniste e – c’è di più – pare che il quarantenne obbligasse le sue allieve a rispettare la cosiddetta clausola del fidanzato. La rivista giuridica della società precisa le modalità e gli strumenti valutativi per attribuire il punteggio che consente di beneficiare delle borse di studio di fascia A oppure B: in particolare, la “qualità” del fidanzato avrebbe influito sul percorso di formazione delle borsiste. Intanto, il Consiglio Superiore della Magistratura ha posto enfasi sulla necessità di ripensare le scuole di formazione.

Il caso Bellomo e le allieve molestate: la denuncia e le accuse

bellomoIl caso di specie nasce dalla denuncia presentata alla Procura di Piacenza dal padre di una ragazza alla fine del 2016, azione questa che ha determinato l’avvio di un provvedimento disciplinare nei confronti del consigliere. Di recente, la Procura di Bari ha aperto un fascicolo “modello 45”, cioè senza ipotesi di reato né indagati, atto ad accertare eventuali condotte illecite commesse anche nel capoluogo pugliese.

Per conto suo, Bellomo respinge le accuse che gli arrivano da otto borsiste della sede di Milano. Dai loro racconti emerge come proprio il contratto con la scuola imponesse fedeltà assoluta e obbligo di riferire anche sulla propria vita personale ai docenti, senza alcun segreto, oltre al già menzionato dress code che includeva l’obbligo di minigonna.

Riferendosi a una delle allieve borsiste, Bellomo dichiara: «Pochi giorni dopo confessa di essersi innamorata di me. Sono abituato a sentirmelo dire e la mia reazione è sempre di neutralità, perché così sono costruito. Ma questa volta non resto indifferente».

Il caso Bellomo e le allieve molestate: si attende l’adunanza generale

bellomoLa vicenda riguarda anche un pubblico ministero, Davide Nalin, che alla procura di Rovigo si occupa di reati a sfondo sessuale e contro le donne e che è anche uno stretto collaboratore di Bellomo. Mentre sul pm pende la richiesta di sospensione cautelare dalla funzione e dallo stipendio, è già stata fissata per venerdì l’udienza cautelare nella sezione disciplinare del Csm che lo riguarda.

Sebbene il caso Bellomo abbia ancora numerosi aspetti da approfondire dal punto di vista penale, al giudice è già stato vietato di svolgere attività di docenza e il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa ha chiesto la destituzione. Come sottolinea proprio il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, guidato da Alessandro Pajno, il contratto per i borsisti della scuola non rispetta la “libertà e la dignità della persona”. Dopo la stesura di un parere della prima commissione, si dovrà attendere che si esprima l’adunanza generale.

Eloisa Zerilli

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