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Outfit da udienza, quando l’abito fa il monaco (anzi l’avvocato)

Va bene che l’abito non fa il monaco (l’avvocato, nel nostro caso), ma certe volte i corridoi dei Tribunali diventano vere e proprie passerelle del cattivo gusto.

Peccato che neanche i corsi di formazione professionale raccolgano l’urlo di “aiuto” che si eleva in certe aule di Tribunale al sol vedere certe (molto) opinabili scelte di abbigliamento di alcuni colleghi e colleghe che, più che stupiti, lasciano proprio perplessi. Lo sanno bene amministratori e membri del gruppo Facebook “Avvochic e choc, ovvero la moda nei tribunali” (da cui abbiamo tratto le foto pubblicate su questa pagina).

Eppure basterebbe poco, anzi pochissimo, per non sbagliare mai non solo nei mesi più caldi ma tutto l’anno.

Outfit, Regola n. 1: la giacca

Ok, vi sembrerà, di certo, banale e scontata come regola ma non lo è.

L’utilizzo della giacca potrebbe salvarvi in qualsiasi momento e in qualsiasi stagione: che la indossiate sopra una camicia, un sottogiacca, un tubino non la abbandonate. Mai. Neanche con le temperature più elevate perché le spalle vanno sempre coperte. Vi stiamo dicendo di soffrire? Ebbene sì.

Outfit, Regola n. 2: le scarpe

Se non avessimo incontrato durante la nostra vita professionale colleghi eroici recatisi in Tribunale in ciabattine da spiaggia non avremmo bisogno della regola n. 2.

Regola che vale, abbondantemente, per le colleghe, altrettanto eroiche, che si recano in Tribunale con i sandali di corda.

Credeteci, non è il caso. Il piede va sempre coperto e non va esposto mai.14462748_1064477576954784_9067565547610089559_n

E, quindi, ci sentiamo di consigliare per lui le Church’s (un po’ come un diamante: per sempre) e per lei le classiche décolleté (di qualsiasi altezza, nere o sabbia).

Ah dimenticavamo per le donne: se proprio non resistete all’utilizzo dei sandali (vietato il “sandalo gioiello”) ritagliatevi il tempo per una pedicure (per favore).

Outfit, Regola n. 3: la cravatta

E qua sia dottrina sia giurisprudenza si dividono: irrinunciabile per alcuni, rinunciabile per altri.

Ammettiamo che tifiamo per la cravatta e la riteniamo un accessorio quasi “qualificante” solo solo perché elemento essenziale dell’iconico “giacca e cravatta”.

E poi diciamocelo: chi si presenta con una bella cravatta, un bel nodo, con annessa giacca, già solo per questo si distingue.

Per chi decidesse di aderire all’area sostenitrice della cravatta un piccolissimo consiglio: fidatevi che anche le cravatte si sporcano e anche le cravatte vanno pulite! Si vedono certi nodi …

Outfit, Regola n. 4: la camicia (per lui) e il vestito/tubino (per lei)

Forse, in realtà, per la regola n. 4 ci riserviamo successivi approfondimenti nei prossimi mesi perché il tema è delicatissimo.

Partiamo dal lato facile: la camicia.schermata-2016-09-25-alle-19-55-21

Sorvolando sul fatto che debba almeno essere pulita ci corre l’obbligo di soffermarci su un piccolissimo particolare: se la camicia è a righe, la cravatta non deve essere a pois e se è a quadri la cravatta non deve essere a righe.

Sembrano precisazioni banali ma, fidatevi, non è cosi (a meno che non vogliate far confondere il giudice durante la precisazione delle vostre conclusioni).

Ah un’altra cosa: per favore sotto la camicia se siete freddolosi e non resistete al tepore della “maglia della salute” fate in modo che non si veda.

Andiamo a “lei”: il vestito e o il tubino.

Dobbiamo specificare che non deve essere eccessivamente scollato? Eccessivamente corto? Eccessivamente succinto? Dobbiamo? Purtroppo sì.

Fidatevi care colleghe, se l’intento è quello di stupire presentandovi alle 9 in Tribunale con il tubino “vedo non vedo anzi vedo” ci siete riuscite: male però. Perché è pur sempre il Tribunale e non gli studi di “Ciao Darwin”.

Affidatevi, piuttosto, alle regole del “non troppo”: ovvero non troppo corto (un millimetro sotto il ginocchio), non troppo aderente, non troppo scollato (e, comunque, spalle coperte).

Outfit, Regola n. 5: make up e annessi

Ed ecco il punto dolente, anzi molto dolente.

Perché la regola n. 5 non è solo una regola ma proprio un stile di vita.

E voi, colleghe, che la state leggendo lo sapete che, in fondo, è scritta e pensata per voi.schermata-2016-09-25-alle-19-54-19

Perché per i maschietti, in fin dei conti, è facile (ma tanto sbagliano ugualmente): la barba va “indossata” solo se curata altrimenti via. Ogni giorno. Ogni mattina, come se non ci fosse un domani. E, attenzione, colleghi: anche voi vi dovete pettinare (grazie). Un’ultima cosa: la manicure è per le donne ok, ma a voi nulla vieta di limarvi le unghie (giuro che ho finito).

Andiamo a noi (care): il trucco è una cosa seria, soprattutto in un luogo serio come il Tribunale.

Da questa minuscola considerazione ne deriva che:

  • l’eyeliner “alla Cleopatra” alle 9 del mattino stava bene solo a Cleopatra (appunto)
  • il rossetto rosso riservatevelo per l’aperitivo del week end
  • i capelli scombinati non godono di alcuna giustificazione (e non mi dite che arrivate in Tribunale in moto e che quindi il casco ve li rovina perché chi scrive va in Tribunale in moto e ha scoperto, in tempi non sospetti, che a tutto c’è rimedio)
  • lo smalto spizzicato di mani e piedi, benché non costituisca ancora reato nel nostro paese, rimane un fatto gravissimo
  • il profumo non va utilizzato “come se non ci fosse un domani” ma con parsimonia

L’abito fa quindi l’avvocato? Noi diciamo proprio di sì.

Perché la giustizia è una cosa seria e nelle aule dei Tribunali, ogni giorno, si trattano questioni serie.

E come operatori del diritto abbiamo un ruolo di grande responsabilità: tutto questo non può non meritare il massimo rispetto che, certamente, passa anche attraverso la forma. Forma che, in un’aula di Tribunale, finisce per coincidere con la sostanza.

Dimenticavamo: dietro questo articolo si “nasconde” una collega che come voi, ogni giorno, assiste (sorridendo) a varie interpretazioni del buon gusto.

Ma alla fine si è resa conto della conferma di una grande verità: more is less (soprattutto in Tribunale).

E voi? Che ci dite del vostro outfit?

Redazione

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