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“Outlet legale”: con il web si sceglie l’avvocato che conviene

“Outlet legale”: con il web si sceglie l’avvocato che conviene

Nell’epoca in cui il web 2.0 si proietta sempre più verso nuove dimensioni, spopolano i siti e i portali dedicati a utenti Internet che sono alla ricerca dei migliori professionisti e di prestazioni a basso costo. Ed è subito polemica per “Outlet legale”, un sito web interamente dedicato al confronto di preventivi proposti dagli studi legali.

“Outlet legale”: le caratteristiche del sito

Scopo del sito internet è quello di comparare le tariffe degli avvocati di tutta Italia fornendo il preventivo migliore in base al servizio richiesto. Si può arrivare a risparmiare fino al 70% per categorie quali recupero crediti con decreto ingiuntivo, la stesura di una querela, lo sfratto di inquilini morosi e anche pareri legali.

Il sito consta di tabelle comparative tra il preventivo a tariffa media di mercato e il prezzo outlet proposto e invia una risposta al richiedente entro e non oltre 48 ore dal pagamento e nella zona di interesse che non va oltre 50 chilometri.

“Outlet legale” si avvale anche di slogan come “risparmi fino al … %” e prezzi “a partire da…” che catturano l’attenzione del potenziale cliente fino a renderlo tale. Al cliente è richiesto un doppio pagamento: il primo relativo alla comparazione per rintracciare il legale e il secondo rappresenta l’onorario del professionista.

Ma fino a dove è possibile spingersi? Esiste un limite deontologico tale da fare divieto al professionista di “sponsorizzarsi” attraverso queste piattaforme?

“Outlet legale”: le polemiche

avvocati-pubblicitàSono stati numerosi i professionisti che hanno fatto polemica sull’iniziativa, ponendo enfasi su aspetti e conseguenze critici come quella che porta alla mancata valorizzazione della figura professionale.

Tante anche le sezioni del Movimento Forense, Palermo inclusa, a inoltrare un’istanza al COA di Brescia, ente competente poiché il sito web apparterrebbe a una società di marketing con sede in provincia di Brescia.

Tra le accuse, si evidenzia che il criterio di scelta del professionista non è basato sulla competenza ma esclusivamente sul costo del servizio. Ciò causerebbe un duplice danno che andrebbe a ricadere sui cittadini e sugli stessi avvocati.

Nel sito non è contenuta alcuna informativa professionale e le tariffe sembrano stabilite in via generale. Inoltre, il messaggio che viene diffuso è accattivante al punto da essere incompatibile con la dignità e il decoro della categoria professionale.

Tutto ciò sarebbe avvalorato dall’art. 35 del codice deontologico forense in base al quale l’avvocato che dà informazioni sulla propria attività professionale deve rispettare i doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza.

Infine, non è possibile fornire informazioni comparative con altri professionisti della medesima categoria, né equivoche, ingannevoli, denigratorie, suggestive o che contengano riferimenti a titoli, funzioni o incarichi che non riguardano l’attività professionale.

Eloisa Zerilli

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