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Pagamenti in nero, il proprietario deve restituire la somma richiesta

Pagamenti in nero, il proprietario deve restituire la somma richiesta.

Il proprietario dovrà restituire la somma richiesta in nero al locatore, richiesta concordata verbalmente.

Lo ha deciso la Corte di Cassazione con sentenza 20395 dell’11 ottobre 2016, (qui allegata).

Con la sentenza 20395/2016 in questione, la Cassazione respinge il ricorso con cui il proprietario di alcune porzioni d’immobili reclamava i canoni non versatigli, dopo aver intimato lo sfratto per morosità all’ inquilina.

Ritenuti i motivi del ricorso inammissibili, nonostante il proprietario dell’immobile avesse sostenuto che la cifra concordata verbalmente sarebbe stata il frutto di un accordo, seppur in forma verbale e non di un’imposizione, la sentenza ha deciso a favore dell’inquilina.

La difesa ha inoltre dichiarato che la parte pagata in nero fosse pari circa al doppio di quanto stipulato in una scrittura privata.

Di conseguenza la Corte ha rigettato il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento della somma pari a 5.200 euro, oltre al rimborso delle spese forfetarie e accessorie di legge.

Pagamenti in nero, il proprietario deve restituire la somma richiesta
Pagamenti in nero, il proprietario deve restituire la somma richiesta

Pagamenti in nero, lotta agli affitti in nero

La lotta agli affitti in nero è uno degli elementi cardine dell’attuale Legge di Stabilità, chiaramente schierata contro tale utilizzo illegittimo del canone di affitto.

La Legge aveva già chiarito che, se il prezzo dell’affitto è superiore, a quanto risulta dal contratto scritto e registrato, il successivo accordo è nullo e il conduttore può farsi restituire le somme pagate in più.

Perciò, in tema di contratto di locazione, qualora il padrone di casa pretenda tutto o una parte dell’affitto in nero, l’inquilino ha diritto alla restituzione dei soldi così versati.

Un emendamento della Legge di Stabilità 2016 prevede, infatti, che, in caso di pagamenti cosiddetti sottobanco, il contratto scritto e registrato sono nulli e l’inquilino ha la possibilità di richiedere le somme in più pagate, entro sei mesi dalla scadenza del contratto e riconsegna dell’abitazione.

La stessa norma vale sia per i contratti di affitto a canone libero, che per quelli a canone concordato.

Restano da chiarire le modalità attraverso cui, il locatore possa in qualche modo dimostrare di aver pagato determinate somme al proprietario.

Sabrina Arnesano

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