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Parma calcio: – 5 punti in serie A, Calaiò squalificato due anni

Sono abbondantemente passati i tempi di quando i ducali mettevano a ferro e fuoco i campi di mezza Europa. I tempi delle funamboliche prodezze di Zola, delle volate sulla fascia di Tino Asprilla e della doppia marcatura di Dino Baggio nelle due partite della finale (allora si giocava andata e ritorno) della ex Coppa Uefa. A ben vedere i tempi, oggi, per gli emiliani sono cambiati, ma ad ogni caduta (crac Parmalat ndr) vi è poi sempre una rinascita. Anche se questa è un po’ storpiata. Il Parma ritorna in Serie A, dopo tre anni di penitenza, dall’inferno dei campi di periferia dei dilettanti, al purgatorio della cadetteria, diventando, però, in assoluto la prima squadra italiana ad aver conquistato tre promozioni consecutive, fino alla massima serie.
La decisione del Tribunale Federale Nazionale
Ma il Tribunale Federale Nazionale ha stabilito che “era un tentato illecito” e che “i messaggi whatsapp inviati da Emanuele Calaiò ai colleghi dello Spezia a tre giorni dalla sfida che poi avrebbe promosso il Parma in Serie A, non erano scherzi nè inviti a marcature meno strette, ma il tentativo di ammorbidirne la prestazione”.
Il Parma, continuano i giudici sportivi federali «ha conseguito sul campo la posizione finale in classifica che le ha consentito la promozione diretta in Serie A», per questo il «tribunale ritiene che la penalizzazione riferita alla classifica del campionato di Serie B appena conclusosi, oltre che estremamente afflittiva” sarebbe anche «in aperto contrasto con lo stesso principio di afflittività previsto dall’art. 18, comma 1, lett. g) del CGS», evidenziando inoltre «che si è in presenza, nella specie, di un tentativo di illecito decisamente respinto dai destinatari dei messaggi e la cui conoscenza da parte della Società Parma Calcio non è stata in alcun modo nemmeno ipotizzata». Secondo il Tribunale quindi «la penalizzazione va operata con riferimento alla stagione sportiva in corso e, solo ove si appalesi inefficace, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva successiva, di talchè, dovendosi individuare la stagione sportiva in corso in quella 1 luglio 2018/30 giugno 2019, la infliggenda penalizzazione sul punteggio non potrà che scontarsi in tale stagione sportiva».
I possibili scenari e la posizione del club
Accolta a metà, invece, la richiesta per Calaiò: la Procura chiedeva 4 anni di squalifica, ne sono arrivati due. Il giocatore, che in questo modo rischia di chiudere qui la carriera, ricorrerà in Appello. Difficile che lo faccia la Procura, almeno per la sanzione inflitta alla società, così vicina alle sue richieste. Questa la posizione del club: “Il Parma Calcio 1913 prende atto con enorme amarezza della sentenza emessa in data odierna dal Tribunale Federale Nazionale. Riteniamo abnorme la condanna del nostro tesserato Emanuele Calaiò rispetto ai fatti all’origine del deferimento e iniqua, illogica ed in contrasto con la recente giurisprudenza sportiva la pesantissima penalizzazione per responsabilità oggettiva inflitta alla nostra società. Confidiamo che la totale estraneità del Parma Calcio 1913 ad ogni comportamento meno che lecito venga riconosciuta già dalla Corte Federale di Appello, a cui ricorreremo in tempi brevissimi, nell’auspicio di trovare giustizia”.

Mariano Fergola

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