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Pedone senza giubbotto catarifrangente, no all’omicidio colposo

Pedone senza giubbotto catarifrangente, no all’omicidio colposo

 

È notte e stiamo guidando in autostrada. L’auto va in panne. Cosa fare prima di scendere? Indossare il giubbino catarifrangente. Un gesto semplice che può salvare la vita, e che può valere invece una condanna per omicidio colposo all’eventuale investitore. L’automobilista che, in strada extraurbana ed in orario notturno, investe il pedone che non indossa il giubbotto retroriflettente può non rispondere di omicidio colposo. Così si è espressa la Cassazione con sentenza n. 35834/16 depositata il 30 agosto scorso, annullando con rinvio alla Corte d’appello di Salerno “affinché’ valuti la condotta colposa dell’imputato in relazione alle condizioni concrete di prevedibilità’ ed evitabilità’ dell’incidente mortale”omicidio colposo pedone giubbino catarifrangente

Il pedone e l’obbligo di indossare il giubbotto catarifrangente

Il codice della Strada disciplina espressamente le ipotesi in cui vi è l’obbligo di indossare il giubbino catarifrangente:

  1.        nei casi in cui, fuori dai centri abitati e in condizioni di scarsa illuminazione, il conducente debba scendere dal veicolo fermo per segnalarlo (art.162 CdS)
  2.       i ciclisti che circolano fuori dai centri abitati in condizioni di scarsa visibilità (art. 182 comma 9 bis CDS)

Nel caso in esame la vittima era scesa di notte dalla propria autovettura e si era messa a camminare lungo la strada extraurbana nello stesso senso di marcia dell’auto investitrice.

Una condotta doppiamente imprudente, in quanto il CdS prescrive espressamente l’obbligo per il pedone di camminare in senso contrario a quello di marcia delle auto, proprio per rendersi visibile ed evitare pericoli.

Pedone senza giubbotto catarifrangente, regole della circolazione stradale e omicidio colposo

Ponendosi sul solco tracciato da costante giurisprudenza, la sentenza in esame evidenzia che affinché vi sia imputazione a titolo di colpa è necessario che il giudizio di prevedibilità ed evitabilità dell’ evento, che sta alla base della responsabilità colposa, venga fatto in concreto, prendendo in considerazione tutti gli elementi di fatto.

Nel caso in questione la colpa del conducente si sarebbe basata sulla violazione dell’art 141 del CdS, ossia la mancata regolazione della velocità. Come altre norme vigenti in materia di circolazione stradale, essa è “elastica”, ossia la sua violazione non dà luogo automaticamente a colpa, anzi, impone un apprezzamento della concreta prevedibilità ed evitabilità.

E’quindi prevedibile ed evitabile investire un pedone che di notte al buio percorre contromano e senza giubbino una strada extraurbana? La risposta non può che essere negativa, anche in considerazione del principio di affidamento che regola la circolazione stradale.

Maria Rosaria Pensabene

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