Shopping Cart

Piccolo promemoria per Virginia Raggi: alcune notizie sono più che rilevanti!

Piccolo promemoria per Virginia Raggi: alcune notizie sono più che rilevanti!

Più un personaggio è in voga più qualunque circostanza che lo riguarda “fa notizia”.

È l’ABC dell’informazione. Lo dovrebbe sapere bene il nuovo sindaco di Roma Virginia Raggi che, immortalata domenica scorsa al supermercato con tanto di auto di servizio e scorta al seguito, è andata su tutte le furie. E mentre la “sindaca” – come il primo cittadino ama farsi chiamare – invocava il rispetto della privacy, il caposcorta identificava e allontanava il fotografo del Messaggero.

Com’era prevedibile è infuriata la polemica. Si tratta di un segno d’incoerenza troppo vistoso per non essere colto al balzo dai suoi oppositori. Il M5s aveva sempre fatto del rifiuto della protezione personale un punto d’orgoglio, individuando nelle auto blu e negli uomini della scorta il simbolo di un potere combattere. Per anni l’immagine della senatrice Finocchiaro accompagnata fra i corridoi dell’Ikea dagli agenti è stata utilizzata dal movimento come l’emblema della casta. Con queste premesse, è normale che una sortita del genere da parte di un esponente del Movimento non passi inosservata.

Secondo le dichiarazioni in seguito rilasciate dal Campidoglio, il servizio di sicurezza le sarebbe stato attribuito dalla Questura, per tutelarla a seguito di alcuni pedinamenti subiti. Eppure di questi, inspiegabilmente, nulla si era saputo fino al momento della pubblicazione delle foto che la ritraggono in tali circostanze.

Ma, vere o false che siano tali dichiarazioni, qual è il limite che impone ai cronisti di rendere noti fatti privati, anche se relativi a personaggi pubblici?

È noto a tutti come il nostro ordinamento garantisca a chiunque il diritto alla riservatezza. Ma è altrettanto noto che quest’ultimo deve convivere  il diritto di cronaca. Convivenza non sempre facile: tra i due esiste una sottile linea rossa, difficile da non superare per non eccedere i limiti di un corretto uso e non abuso dell’esercizio di quel diritto, costituzionalmente garantito dall’art. 21 della Costituzione, di manifestare liberamente il proprio pensiero.

Tuttavia, se tale limite esterno pone una specie di “ringhiera” tra le due posizioni, è vero anche che non è sufficiente a fissare una volta e per sempre i confini del diritto di cronaca.

I limiti al “far notizia” imposti dalla giurisprudenza.

Ed infatti, affinchè la pubblicazione di una notizia non diventi pura e semplice invasione della sfera personale altrui, ma possa contribuire alla formazione di una pubblica opinione su fatti oggettivamente rilevanti, si richiedono tre condizioni “interne”: verità della notizia, ossia esposizione di un fatto vero e rilevante; pertinenza della notizia, ossia l’interesse sociale alla conoscenza di un determinato fatto (pur se possa essere lesivo dell’altrui reputazione) ma che permetta una sorta di controllo sociale su specifici avvenimenti; ed, infine, continenza della notizia, ossia la corretta ed obiettiva esposizione dei fatti narrati.

Questo triplice ordine di condizioni individuato dalla giurisprudenza, a ben vedere, altro non è che la trasfusione giuridica di quel principio etico, previsto dal codice deontologico dei giornalisti, che impone loro il rispetto della “essenzialità della notizia”.

È evidente, quindi, come solo al superamento di tali soglie ciò che il giornalista espone può ledere la reputazione altrui, anche quella di un personaggio pubblico, arrivando a integrare il reato di diffamazione.

Tuttavia, un comportamento come quello descritto, tenuto da un personaggio come Virginia Raggi, neoeletta sindaco della capitale, e contrastante con i princìpi politici dalla stessa finora invocati a gran voce, non può che richiamare l’attenzione pubblica.  E la Raggi al supermercato con scorta e auto di servizio non può non diventare una notizia ghiotta destinata a finire, lecitamente, ben cucinata sulla tavola di tutti.

Laura Piras

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner