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Polemica Vivendi – Mediaset: accordo potrebbe saltare

Polemica Vivendi – Mediaset: accordo potrebbe definitivamente saltare

Si rischia la totale rottura dell’accordo Vivendi – Mediaset, aperto l’8 aprile scorso e Casa Fininvest potrebbe citare in giudizio presso il Tribunale di Milano il francese Vivendi, come dichiarato nel comunicato stampa del 26 luglio scorso: l’accordo potrebbe definitivamente saltare.

Mediaset ha già inviato azioni legali a tutela della società per le violazioni contrattuali di Vivendi.

La società di Berlusconi chiede l’esecuzione coattiva del contratto per ordine del giudice e il risarcimento dei danni sin qui subiti da Mediaset pari a 50 milioni di Euro per ogni mese di ritardo nell’adempimento da parte di Vivendi dal 25 luglio 2016.

L’accusa di conti truccati, sollevata nei confronti dell’holding della famiglia Berlusconi, sarebbe per il Gruppo Mediaset totalmente infondata, soggettiva, strumentale e contraria alla normativa vigente.

L’atto di citazione non riguarda il grave danno complessivo che la risoluzione del contratto comporterebbe e che si stima per un importo non inferiore a un miliardo e mezzo di euro.

Come dichiarato dal Consiglio di amministrazione di Mediaset, la proposta alternativa di Vivendi è da giudicarsi irricevibile perché incompatibile con il contratto vincolante già firmato.

Polemica Vivendi – Mediaset: i conti truccati di Mediasetpolemica vivendi mediaset

L’accordo prevedeva da parte della società francese l’acquisto dell’89% di Mediaset Premium, con l’11% alla società spagnola “Telefonica”, e uno scambio azionario il 3,5% di azioni Vivendi in cambio del 3,5% di Mediaset.

La possibilità inoltre per Vivendi di passare, in questo triennio, dal 3,5% ad un massimo del 5% del capitale Mediaset.

Tale accordo, da quanto dichiarato da Mediaset non è un contratto preliminare, ma un testo definitivo e irrevocabile, firmato dall’amministratore delegato Arnaud De Puyfontaine e pertanto non possono esserne modificati i termini e le condizioni.

In seguito alle accuse di Vivendi al Gruppo Mediaset di avere truccato i conti, il cambio di rotta che ha portato il Consiglio di amministrazione del gruppo francese guidato da Vincent Bollorè, a proporre l’acquisto, non più dell’89%, ma del 20% di Mediaset Premium, chiedendo di arrivare nei prossimi anni a detenere il 20% di Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile, e non più il 15% come prevedeva l’accordo in precedenza.

Polemica Vivendi – Mediaset: la difesa del Gruppo Mediasetpolemica vivendi mediaset premium

L’accusa non è solo sui conti, i quali, secondo il leader francese sarebbero stati forzatamente condotti in positivo, ma anche a causa di attacchi mediatici da parte di Mediaset che avrebbero leso l’immagine e gli interessi della società francese.

Secondo il Gruppo Mediaset i dati consegnati a Vivendi oltre un mese prima della firma sono veri, realistici e inconfutabili.

La società ribadisce il positivo trend di crescita dei ricavi nei primi tre mesi del 2016 e che i risultati economici consolidati abbiano registrato un miglioramento grazie l’andamento dei ricavi pubblicitari del Gruppo, alla rinnovata e rafforzata offerta editoriale di Mediaset, ma soprattutto all’ acquisizione dei pregiati diritti sportivi, inclusa la Champions League per la stagione 2015-2018.

Mediaset inoltre precisa che, al momento del voltafaccia di Vivendi, le parti avevano già discusso e concordato e non c’è stata nessuna intenzione di rinegoziare in alcun modo i termini del contratto stesso.

La società di Berlusconi ha inoltre rilevato nei giorni scorsi che la procedura antitrust è stata gestita da Vivendi senza condividere con Mediaset le informazioni fornite alla Commissione.

Per il Gruppo Mediaset il temine del 30 settembre è improrogabile nei casi espressamente previsti dal contratto.

La proposta alternativa di Vivendi è quindi respinta dal Gruppo Mediaset e ciò potrebbe compromettere gli interessi di entrambi i colossi europei, tra cui il tentativo di Vivendi di creare una società mediatica dell’Europa meridionale insieme all’ Italia.

Sabrina Arnesano

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