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In Polonia entra in vigore la legge sull’Olocausto

In Polonia entra in vigore la legge sull’Olocausto

Da Treblinka ad Auschwitz-Birkenau, i campi di sterminio del periodo nazi-fascista non devono essere definiti polacchi. Così, il Senato di Varsavia ha dato il via libera alla legge sull’Olocausto per difendere l’immagine del Paese.

La nuova norma prevede il divieto di affermare che i campi di sterminio fossero polacchi e predispone pene per tutti coloro i quali attribuiscano un legame della Polonia ai crimini compiuti dai nazisti.

Approvata dalla camera bassa (Sejm) con 57 voti favorevoli e 23 contrari e due astenuti e successivamente ratificata dal giovane presidente Andrzej Duda, la legge punisce i “traditori” con pene fino a tre anni di carcere e multe per chi definisca polacchi i Lager installati dai nazisti in Polonia durante la seconda guerra mondiale.

Polonia, in vigore la legge sull’Olocausto: ecco cosa prevede

polonia-olocaustoIn realtà, la norma sulla Shoah costituisce un emendamento alla legge sull’attività dell’Istituto della memoria nazionale (Ipn) ed è stato elaborato e proposto dal ministero della Giustizia gestito da Zbigniew Ziobro, uno dei leader dell’attuale coalizione di governo conservatore che è al potere dal 2015.

In particolare, la legge sull’Olocausto sanziona con la stessa pena anche chi, riferendosi agli studi documentati di autorevoli storici come Jan Gross ricorda che ci furono anche complicità di singoli polacchi nell’esecuzione della Shoah, e che alcuni pogrom, ossia massacri di ebrei – pensiamo a quelli avvenuti a Jedwabne durante la guerra e a Kielce dopo la fine del conflitto – vennero condotti per antisemitismo da cittadini ebrei.

L’emendamento prevede, tra l’altro, la possibilità di portare di fronte al tribunale anche chi usi la formulazione “campi polacchi della morte”, riferendosi ad esempio ad Auschwitz. Durante l’approvazione, si è tra l’altro stabilito che il nuovo provvedimento possa riguardare non solo i cittadini polacchi, ma anche gli stranieri, indipendentemente dalle leggi in vigore nel Paese in cui l’atto è stato commesso.

All’atto della firma per l’entrata in vigore della legge, il capo dello Stato ha chiesto alla Corte costituzionale di pronunciarsi quanto prima sui dubbi di costituzionalità.

La Polonia approva la legge sull’Olocausto ed è subito crisi politica

polonia-olocaustoNel frattempo, si è aperta una gravissima crisi politica non solo tra la Polonia e Stato d’Israele, ma anche tra Polonia e le comunità ebraiche di tutto il mondo, l’Unione Europea e gli Stati Uniti.

Israele taccia Varsavia di voler “riscrivere la storia” e presenta una proposta di legge alternativa al Parlamento israeliano (Knesset), ottenendo l’appoggio di ben 61 deputati israeliani su 120: illustrata come una sorta di reazione alla legge polacca da uno dei suoi promotori, il deputato Itzik Shmuli dell’Unione sionista, la proposta prevede cinque anni di carcere per coloro che riducono o negano il ruolo rivestito da chi ha aiutato i nazisti nei crimini commessi contro gli ebrei.

Perfino Washington si è detta preoccupata per le pericolose conseguenze della legge polacca e ha invitato Varsavia a riconsiderare espressioni come campi di sterminio polacchi, imprecise e suscettibili di essere fuorvianti e offensive, così come le ha definite in un’apposita nota la portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert.

Intanto, a Varsavia un centinaio di persone tra artisti, giornalisti e politici polacchi, tra cui l’ex presidente Aleksander Kwasniewski, l’ex ministro degli esteri Radoslaw Sikorski e la regista Agnieszka Holland, hanno firmato un appello chiedendo un ulteriore emendamento per eliminare la criminalizzazione delle espressioni offensive per la Polonia.

Un gruppo di ebrei polacchi ha anche pubblicato una lettera aperta contro la nuova legge che puo’ portare a penalizzare coloro che dicono la verità sugli informatori polacchi e sui cittadini polacchi che hanno assassinato i loro vicini ebrei.

Eloisa Zerilli

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