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Il praticante “maldestro”, primo atto e notifica

Capitolo 5. Il praticante “maldestro”, primo atto e notifica …

Dopo una lunga mattinata tra le cancellerie del Tribunale, sono pronta a trascorrere il mio pomeriggio in studio, dove, però, non trovo nessuno se non un post-it su una cartelletta con scritto: “Preparare precetto e mandare con email, Avv. C., URGENTE!”

Ok, atto di precetto, perfetto! Art. 480 c.p.c., chiaro … si, e poi? So che cosa è,  ma come si fa?

Apro la cartelletta in cerca di indizi. Una relazione sui fatti, una lettera di messa in mora da cui prendere informazioni, uno schemino su come si faccia un atto di precetto? Niente, solo un assegno. La sventolo, pregando che esca fuori qualcos’altro, ma niente, sempre solo l’assegno. Comincio ad avvertire una sorta di disagio.

Tranquilla Bea, mi dico. Stai serena, sei in uno studio legale, tutto ciò che serve – come amano ripetere i professori all’università – è il codice, devi solo trovarne uno!

Mi dirigo con passo spedito verso la libreria e in mezzo ad altri, trovo il mio tesooooooro, il codice di procedura civile.

Convinta di essere sulla retta via e che nulla mi separi dal redigere l’atto più perfetto che ci sia, apro il codice all’art. 480, “ Forma del precetto”, sono a cavallo!

Lo leggo, una volta, due volte, tre volte e capisco che al massimo sono su un asino … nessuno schema, solo una serie di indicazioni su cosa deve contenere. Fisso l’articolo, fisso l’assegno, fisso il foglio di word bianco, destinato a rimanere bianco ancora per un po’. Come si comincia? Ritorno all’assegno, è da lì che devo recuperare i dati che mi occorrono. Recupero i nomi delle parti, è già un successo! Mi servono altri dati però, che non ho. Obiettivamente non è che nell’assegno uno ci scrive anche luogo, data di nascita e residenza … Sono già snervata, al limite tra in “non si può fare” e il “non lo so fare”, quando scorgo, nella parte interna della carpetta, un numero di cellulare. Mi faccio coraggio e chiamo e con mia enorme soddisfazione ottengo i dati necessari.

Completo la parte relativa alle parti e sono punto e a capo.

Ora che si fa? Ma tra le tante materie che si studiano all’università, dedicare un corso all’attività pratica, alla redazione atti, no? No! Facciamo queste figure barbine di neolaureati con il massimo dei voti  –  che non è neanche il mio caso – che sanno solo di teoria e non sanno materialmente dove mettere le mani …

Torno all’articolo ma non ne ricavo nulla. Sono passate ore e io ho indicato solo le parti. Invento; faccio una sorta di premessa sul fatto che il Sig. P. ha ricevuto questo assegno ma che non ha potuto incassarlo. Pertanto chiedo la corresponsione della somma entro dieci giorni come dice la norma. Finito. Totale righe cinque. Una schifezza. Mi chiedo se si faccia davvero cosi, qualcosa mi dice che la risposta non è positiva. Continuo a fissare quelle cinque righe come un’ebete. Il tempo è volato ed è già sera. Sono negata; non so neanche ricavare dal codice il contenuto di un atto.

Mentre mi sto auto commiserando arriva l’Avv. G. che mi chiede se va tutto bene.

No, che non va bene!

Io: “ Sì Avvocato va tutto bene. Ho solo qualche difficoltà a fare questo atto di precetto”.

Avv. G.: “ Eppure l’atto di precetto è praticamente un atto base, roba da praticante insomma. Non è che abbia chissà quale contenuto,a parte rare eccezioni, fondamentalmente si tratta di ricopiare il formulario e aggiungere i dati personali. Fammi vedere cosa hai fatto.”

Cerco di decifrare la sua espressione nel leggere le mie poche righe … incredulità? Disgusto? Divertimento?

Avv. G.: “ Ma che è  sta cosa?”

Io: “ La versione Abba di un atto di precetto?”

Avv. G.: “Dottoressa, non vorrei ferirla, ma mi permetta di dirle che lei, al momento,  non può fare né giurisprudenza né tanto meno creare nuove versioni degli atti … Ora, dove sarebbe l’intimazione? E l’avvertenza che in caso di mancato pagamento si procederà ad esecuzione forzata?”

Detto questo si alza, lasciandomi in una valle di semi lacrime, ma contro, ogni aspettativa, torna annunciando: “ Dottoressa le presento il formulario!”

Il formulario: so già che sarà il mio nuovo migliore amico! Un gigantesco tomo contenete le formule più disparate di procedura civile e penale. Qualunque cosa cerchi lui ha la risposta, lui sa come si fa!

E cosi, rapidamente, imposto il mio atto di precetto e trepidante lo invio all’Avv. C., che dopo pochi minuti mi risponde: “Ok, notifica domani ufficiale giudiziario.”

Mi domando se lo abbia davvero letto …

notifica precetto
notifica precetto

Il giorno dopo sono in Tribunale all’Ufficio notifiche e sono incredula … nonostante io sia arrivata alle 9,00 prima di me ci sono 278 persone. Ma a che ora si svegliano gli Avvocati? Sono scioccata e lo sono ancora di più un’ora dopo, quando prima di me ce ne sono ancora 248; insomma si procede a 30 all’ora! Attendo, ma la situazione non cambia e per di più tra un’ora c’è un’udienza a cui non voglio mancare. E cosi dopo un po’, getto la spugna e mi avvio in direzione  dell’udienza. È davanti l’aula, che ho la fortuna di incontrare il bradipo a cui spiego il mio problema: notifica o udienza?

E ovviamente il bradipo non può che darmi la soluzione, anche se un po’ spicciola …

P.: “Bea, non abbiamo il dono dell’ubiquità! Un po’ di relax! Segui il mio consiglio, porta il precetto all’Agenzia X, e tu fatti l’udienza! Lo farei io per te, ma devo fare aspettare il mio dominus.”

Io: “Ma che agenzia è?”

P.: “Una delle tante che si occupano di disbrigo pratiche, tra cui appunto le notifiche. Vai tranquilla, tu lo lasci lì, li paghi e che se la sbrighino loro!”

Io: “Mmm, ma sono sicure? E se sbagliano?”

P.: “ Ma scherzi? È più facile che sbagliamo noi, è il loro lavoro e lo fanno da una vita!”

E cosi rincuorata, mi precipito all’Agenzia X., gli lascio il precetto e torno, libera di seguire l’udienza.

È pomeriggio e sono di nuovo in studio alle prese con nuove incombenze. E sono proprio nella stanza dell’Avv. C. quando squilla il telefono. Rimango immobile, è l’Agenzia X.

Dopo un breve dialogo, conclusosi con tanto di ringraziamenti e saluti tra quelli che scoprono essere due amici, l’Avv. C. mi investe.

Avv. C.: “Dottoressa ha portato l’atto di precetto all’Agenzia X. per farlo notificare?”

Sudo freddo, sono stata scoperta. Mi sento come se mi avessero pescata in flagrante .

Io: “Si Avvocato. So che dovevo farlo io, ma era tardi, alle notifiche c’era il delirio e non volevo perdere l’udienza. Cosi l’ho lasciato a loro, mi dispiace”.

Avv. C.: “Guardi non so se ridere o piangere … Capisco che notificare un atto non possa sembrarle un’attività costruttiva, ma fa parte della sua formazione. La “pratica”non costa solo della presenza in udienza; è un insieme di attività e incombenze che devono essere fatte personalmente se vuole davvero che sia utile. Fatta questa premessa, nella sua negligenza è stata fortunata … se avesse consegnato lei stessa l’atto per la notifica probabilmente non si sarebbero accorti che mancavano trascrizione del titolo e attestazione di conformità  e a questo punto potevamo attendere l’opposizione di controparte! Dottoressa, non so perché, ma credo che lei non si rende neanche conto di cosa stava combinando …”

Lo fisso confusa; no, non mi rendo conto, perché non ho la minima idea di ciò di cui sta parlando.

Mio caro praticante “maldestro”, hai rischiato di fare un bel guaio!

Come insegnano all’università la notifica del precetto può essere contestuale a quella del titolo esecutivo (nel caso il titolo sia una sentenza  i due atti andranno spillati insieme) oppure può essere successiva a quella del titolo (nel caso di decreto ingiuntivo non provvisoriamente esecutivo). Nel caso in cui il titolo invece sia costituito da un assegno, all’atto andrà allegato il certificato di conformità dell’assegno: nello stesso verrà inserita la sua copia e ne saranno trascritti tutti gli estremi, quindi ci si dovrà rivolgere all’Ufficiale Giudiziario, affinché attesti che ciò che è inserito, corrisponda al titolo esecutivo originale, che gli verrà appunto mostrato. Apposta la conformità, il precetto sarà finalmente pronto per essere notificato. Laddove, l’atto venisse notificato mancante della trascrizione integrale dell’assegno e dell’ attestazione, dovrai prepararti all’opposizione della controparte!

Il consiglio? Qualunque cosa tu faccia, anche la più banale, abbine cognizione a 360°. Approfondisci, chiedi, informati e infine metti giustamente in pratica le tue conoscenze … sempre incrociando le dita!

BUONA PRATICA, to be continued …

Iolanda Giannola

Per il primo capitolo: Il praticante “maldestro”, Alla ricerca dello studio legale!

Per il secondo capitolo: Il praticante “maldestro”: finalmente in Tribunale!

Per il terzo capitolo: Il praticante “maldestro”: vita da studio, panico da pct

Per il quarto capitolo: Il praticante “maldestro”: in udienza con le gabbie…

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