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Il praticante “maldestro”: vita da studio, panico da pct

Capitolo 3. Vita da studio, panico da pct

Sono bastati pochi attimi per capire perché lo studio C. mi abbia aperto le sue porte.

Non appena entrata, sono stata catapultata in quella che per i prossimi 18 mesi sarà la mia stanza; all’interno una scrivania, una sedia e un grosso armadio chiuso a chiave.

Avv. C.: “Allora Dottoressa, la nostra civilista ha pensato bene di vincere un concorso e di abbandonarci. Vede quell’armadio? Lì dentro troverà tutte le pratiche di cui la collega si è occupata in questi anni. Il suo compito sarà ricostruire tutti i fascicoli. Voglio una relazione su ognuno di essi: ufficio giudiziario, numero di ruolo, parti, oggetto, adempimenti passati e futuri. Ecco le chiavi. A fine giornata si ricordi di richiudere l’armadio e di riconsegnarmele.”

Perfetto, tutto molto semplice. Apro l’armadio e rimango di sasso. All’interno ci sono circa una ventina di faldoni ognuno dei quali contiene dai dieci ai venti fascicoli; insomma stiamo parlando di qualcosa come trecento pratiche.

Prendo il primo faldone e comincio a visionare il primo fascicolo. Mi sembra un po’ complicato, carte su carte; vado oltre, prendo il secondo … il terzo … Dopo circa un’ora mi è chiaro che l’ordine non era sicuramente una prerogativa della collega in questione: pochissimi fascicoli contengono i dati richiestimi, per la maggior parte dovrò andare in Tribunale a far visita alla tipa delle ricerche informatiche, l’unica in grado di ricavare da nomi e cognomi l’intero iter processuale.

Mentre sono intenta a leggere e sistemare carte, fa capolino il collega di studio, l’Avv. G. che, previa domanda sulla mia capacità di utilizzare la fotocopiatrice – sempre domande molto pertinenti al mio ruolo! – mi chiede la “cortesia” di fotocopiargli alcuni documenti. La “cortesia” dovrà però attendere dal momento che vengo richiamata all’ordine dall’Avv. C.

Avv. C.: “ Dottoressa se non sbaglio lei ha detto di saper fare un deposito telematico

No, assolutamente mai detto. Ovviamente si sbaglia.

Avv. C.: “Ho un appuntamento e sono già in ritardo. Devo scappare, può pensarci lei? Sul desktop trova la cartella, e lì c’è la chiavetta”.

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Non riesco neanche ad emettere un fiato; è già fuori, ed io sono ancora lì immobile a chiedermi che cosa devo fare, e l’unica cosa certa è che non lo so fare! Ma io dico, perché? Perché all’università non ti danno un manuale di istruzioni con le possibili richieste del tuo dominus e le possibili soluzioni?

Ok, respiriamo e vediamo di capirci. Ho una cartella con dentro un indice, un ricorso per decreto ingiuntivo, una procura, e tutta una serie di documenti: l’obiettivo è il deposito telematico.

Fisso il pc e soprattutto questa sottospecie di pennino, chiamata chiavetta, in attesa dell’illuminazione … nulla … nella mia testa si affollano le possibilità: scappo, rinuncio per sempre alla pratica e mi chiudo in casa a studiare per i concorsi … non esageriamo, magari scappo e cerco un altro studio sperando di non incontrare mai l’Avv. C. … oppure? ma si! Bando alla dignità, chiamo il bradipo, sperando che l’umiliazione valga il profitto!

P.: “ Bea, ciao

Io: “ Ciao P., ti disturbo? Avrei bisogno di un’info”

P.: “ Tranquilla, dimmi tutto”.

Io: “Ecco, avrei qualche problema con un deposito telematico”.

P.: “Mmm, non me ne parlare … Che errore ti dà?”

Errore? Ma che errore? Ho capito, questo sta messo peggio di me…

Io: “ Ma perché a te dà errore?”

P.: “ Certo, se sbaglio mi dà errore, ma se è tutto ok, non puoi capire cosa succede in studio quando arriva l’esito positivo con la quarta pec: praticamente balliamo la samba, manco fosse capodanno! Comunque, qual è il tuo problema?”

Io: “ No, nessun problema, solo una conferma. Devo mandare una mail al Tribunale con la cartella, giusto?”

P.: “Devi mandare la pec, ma dopo che hai generato la busta con il redattore che avete in studio. Cosa usate? Slpct? Principe? Ovviamente non dimenticarti di firmare il tutto digitalmente !!!”

Ma di cosa stiamo parlando? Redattore? Principe? Ma che principe?

È abbastanza chiaro che non so dove mettere le mani. Chiudo con il bradipo – che tristemente mi comunica che non può materialmente aiutarmi se non sa quale redattore sto usando – e comincio a smanettare su internet, che mi inizia al magico mondo del processo civile telematico.

Mi viene da piangere, è tutto troppo complicato e di sicuro non posso capirlo in una sera. Sono già le 20.00, fuori piove, non ho fatto alcun deposito e tutto ciò che voglio è tornare a casa. Farò scadere il termine, perderemo la causa senza neanche averla iniziata e la colpa sarà solo mia. Nooo! Dovrò racimolare la somma richiesta dal cliente! Mi sto sentendo male, mi viene da vomitare … me ne devo andare.

Sono davanti la porta, ma non faccio in tempo ad aprirla che ricompare l’Avv. C.

Io: “ Avvocato mi dispiace, mi dispiace tantissimo, non ho parole, sono mortificata”.

Avv. C.: “ Ma che è successo?”

Io: “Non lo so fare, non ho la minima idea di come si faccia un deposito telematico”. Mi ascolto e scopro con disgusto che sto piagnucolando … che tristezza!

Avv. C.: “Mmm, e mi faccia capire, stava andando via?” Silenzio. “Dottoressa per fare questo lavoro ci vuole impegno, sacrificio, passione e un milione di altre cose. Detto questo, qui c’è la porta e di là il pc. Decida lei.”

 

Cosa deciderà la nostra Bea?

Mio caro praticante, sappi che durante questo percorso ci saranno giorni duri, ci saranno lacrime , scontri, e a volte, la voglia di mollare tutto; ma se riuscirai a sopravvivere arriveranno le pacche sulle spalle, arriveranno i sorrisi e le piccole grandi soddisfazioni, ma soprattutto il premio di saper dire: SO COME SI FA. Ci vorrà tempo, impegno e sacrificio, ma nella vita volere è potere…

Bea ancora una volta si è scontrata con il mondo pratico. Dopo aver studiato la procedura civile sui libri, il nostro praticante si trova a dover fare i conti con il pct. Non si tratta di un nuovo tipo di processo ma di singoli adempimenti o attività (come ad esempio il deposito degli atti endoprocessuali) che oggi devono essere compiute necessariamente attraverso la tecnologia: il pc, la pec, un dispositivo di firma digitale (chiavetta), un punto di accesso … ma per saperne di più potrai visitare il seguente link http://www.processociviletelematico.it/

BUONA PRATICA, to be continued …

Iolanda Giannola

Per il primo capitolo Il praticante “maldestro”: alla ricerca dello studio legale!

Per il secondo capitolo Il praticante “maldestro”: finalmente in Tribunale!

 

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