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Prelievi: attenzione a superare il tetto di mille euro

Il Parlamento sta discutendo in questi giorni la conversione del disegno di legge del decreto fiscale proposto dal Governo Renzi: per i prelievi oltre i mille euro scatterebbe l’ipotesi di presunzione di ricavo in nero.

Sulla base del nuovo testo ciò che emerge non lascia di certo cheti gli animi dei contribuenti. Quest’ultimi, di fatto, dovranno fare i conti con il tanto temuto concetto di presunzione sul prelievo. In sostanza, il concetto è quello per cui ogni prelievo può portare potenzialmente ad un ricavo, ad un guadagno attraverso un giusto investimento. Per cui la stessa Agenzia delle Entrate vorrebbe che ogni prelievo fosse giustificato al fine di poter evitare il fenomeno del ricavo in “nero“, e cioè di quella parte di ricavo ottenuta a seguito dell’investimento di denaro non giustificato.

L’articolo 7-quater stabilisce, per tanto, che è il contribuente a dover predisporre quanto necessario per evitare che non vi siano controlli dal parte del Fisco su quanto egli abitualmente preleva dal suo conto. Il governo ha quindi voluto stabilire una soglia sui prelievi, certamente abbastanza bassa (i 1000€ suddetti), oltre la quale scatterebbe un meccanismo di controllo volto ad indagare il come è il perché del di più prelevato. Il contribuente, per tanto, non dovrà, nel caso di controllo, giustificare l’intero importo, che ipoteticamente possiamo indicarlo nella cifra di 1400€, ma soltanto la quota eccedente la soglia stabilita, che nel nostro caso è rappresentata dai 400€.

Certamente il testo parla di presunzione su prelievo, e come ogni presunzione può essere confutata. Vero è, anche però, che non sarà facile per il contribuente ricercare la prova in grado di scagionarlo. Si tratta quindi di un vero e proprio compito di archiviazione dei propri movimenti e causali che il testo disporrebbe come compito in capo al singolo cittadino, onde evitare che questi possa farsi trovare impreparato in caso di controllo da parte del Fisco.

Ad ogni modo, il decreto in oggetto è comunque tornato nelle Commissioni Bilancio e Finanza per poter essere ridiscese.  Staremo dunque a vedere se effettivamente sarà confermato quanto emerso.

Martina Scarabotta

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