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Premio Nobel per l’economia 2016, vince la teoria dei contratti

Il britannico Oliver Hart e il finlandese Bengt Holmstrom, sono stati insigniti del premio Nobel per l’economia 2016, grazie agli studi sulla teoria dei contratti; l’annuncio da Stoccolma rivoluziona i pronostici della vigilia

Premi Nobel che se ne vanno, e premi Nobel che nascono: ieri, 10 ottobre, sono stati insigniti di questo prestigioso premio il britannico Oliver Hart dell’università di Harvard e il finlandese Bengt Holmstrom del MIT di Boston, esperti, in particolare, dei compensi e dei benefit che vanno ai top manager delle aziende, per i loro studi sulla teoria dei contratti. 

La scelta dell’Accademia svedese, ha spiazzato tutti i pronostici della vigilia che davano per favorito Olivier Blanchard, economista francese e docente di Economia al Massachusetts Institute of Technology ove, in realtà, attualmente non insegna perché dal settembre 2008 ricopre la posizione di capo economista al FMI.

Premio Nobel per l’economia 2016: chi sono i protagonisti

Ma conosciamo meglio i premiati.

Il britannico del duo, Oliver Hart, nato a Londra nel 1948, insegna all’Università di Harvard dal 1993.hart_oliver

E’ un esperto della teoria dei contratti e di finanza aziendale, dedicando a questa tematica molti scritti su riviste specializzate e anche un libro di grande successo: “Firms, Contracts, and Financial Structure” (Oxford University Press, 1995). È membro della Econometric Society, dell’American Academy of Arts and Sciences, della British Academy, dell’American Finance Association, e ha diverse lauree honoris causa.

Ha lavorato come consulente del governo e, in particolar modo, a due casi famosi: Black and Decker vs Usa e WFC Holdings Corp. – Wells Fargo –  vs Usa.

Bengt Holmström, è nato ad Helsinki nel 1949, e anche lui è un esperto di contratti.

Laurea in Matematica e Fisica nel suo Paese, ha ricevuto il Bachelor of Science (BS) in matematica presso l’Università di Helsinki, un master in Scienze in Operations Research alla Stanford University nel 1975, e il PhD dalla Stanford Graduate School of Business alla Stanford University.

bengtholmstromLavora al MIT dal 1994, ed è stato membro del consiglio di amministrazione della Nokia dal 1999 al 2012.

Attualemente, è membro del consiglio dell’Università Aalto, membro straniero dell’Accademia reale svedese delle scienze dal 2001 e ha guidato il Dipartimento di Studi economici al MIT di Boston, tra il 2003 e il 2006; insegna tuttora Economia e Management nell’università statunitense. Nel suo curriculum, anche una lunga docenza a Yale.

Premio Nobel per l’economia 2016: la teoria dei contratti

Protagonisti del premio sono i contratti. Già, i contratti. Appena se ne parla, a noi giuristi, avvocati ed esperti del mondo legale, ci viene subito in mente la definizione data dall’art. 1321 del codice civile, secondo cui «Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale».contratti

Ma la teoria elaborata dai due studiosi non si ferma a questo, scava nell’essenza dei contratti ed è molto di più: «I vincitori di quest’anno» spiega l’Accademia Reale di Svezia «hanno sviluppato la teoria dei contratti, uno schema esauriente per analizzare molte problematiche diverse dell’architettura contrattuale, come la retribuzione basata sulla performance per i top manager, le deduzioni e le co-retribuzioni nelle assicurazioni e la privatizzazione delle attività del settore pubblico, comprendere i contratti che tengono insieme le economie moderne e il funzionamento delle istituzioni, così come le potenziali “trappole” nel design dei contratti stessi».

Premio Nobel per l’economia 2016: un lavoro a due menti

Hart e Holmström, hanno lavorato su più fronti e in base alle loro maggiori competenze, per approdare alla teoria che li ha premiati col Nobel per l’economia 2016.

In particolare, Holmström «ha dimostrato come un “principale” (per esempio l’azionista di un’azienda) dovrebbe disegnare un contratto ottimale per un suo “agente” (per esempio l’amministratore delegato) la cui azione non può essere controllata nel dettaglio».

Il suo “principio dell’informatività”, stabilisce come il contratto deve legare lo stipendio alle informazioni rilevanti per stabilire la sua performance, pesando rischi e incentivi. In seguito l’economista ha sviluppato i risultati prendendo in considerazione, per esempio, anche la possibilità che gli impiegati possano essere premiati con promozioni e che alcuni membri di un team possano fare “free riding“, cioè sfruttare il lavoro degli altri senza averne merito.

La ricerca di Hart, invece, ha fornito nuovi strumenti teorici per lo studio di questioni come: quali tipi di aziende dovrebbero procedere a una fusione, qual è il giusto mix tra debito e finanziamento azionario e quando istituzioni come scuole o prigioni devono essere pubbliche o private.

Hart, inoltre, ha fornito contributi fondamentali a una nuova branca della teoria dei contratti, relativamente ai contratti incompleti: poiché è impossibile per un contratto specificare ogni eventualità, questo filone si occupa dell’allocazione ottimale dei diritti di controllo e si chiede quale parte ha diritto di prendere decisioni e in quali circostanze. Con questi studi, Hart ha gettato nuova luce su proprietà e controllo delle aziende, ottenendo un vasto impatto su diversi campi dell’economia, così come sulla scienza politica e il diritto.

Premio Nobel per l’economia 2016: il valore del premio

I due ricercatori si divideranno il premio che vale circa 8 milioni di corone, circa 930 mila dollari (e 830 mila euro). I vincitori hanno ritirato il premio il 10 ottobre, in memoria della morte del fondatore del premio nel 1896, Alfred Nobel.

Hart e Holmström: sono loro due che si aggiungono alla lista dei Nobel dell’Economia, due nuovi nomi nell’elenco dei “cervelloni” dell’economia, dopo lo scozzese Angus Deaton, premiato l’anno scorso.

E ora.. avanti il o i prossimi per l’anno successivo, in attesa di sapere chi, il 13 ottobre, si aggiudicherà quello per la letteratura.

Maria Teresa La Sala

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