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Presidenziali Usa, Hillary Clinton: disposta la pubblicazione di 15mila mail personali

Presidenziali Usa, Hillary Clinton: disposta la pubblicazione di 15mila mail personali

La corsa per le presidenziali americane non smette di riservare sorprese. Sotto l’occhio del ciclone sono, infatti, quasi quindici mila mail conservate sui server personali di Hillary Clinton e per cui un giudice federale avrebbe predisposto ordine di pubblicazione. Pubblicazione che potrebbe avvenire entro ottobre, a pochi giorni dalla tranche finale della campagna elettorale che ha visto fin qui l’ex first lady largamente favorita.

Presidenziali Usa, il contenuto delle mail

Poco è dato sapere riguardo al contenuto delle mail ricevute dall’account privato di posta elettronica della Clinton quando ricopriva ancora la carica di segretario di Stato. Si parla di favori personali a Bono Vox, di donazioni sospette del principe del Bahrein e, persino, di contatti tra un manager sportivo della Clinton Foundation e un calciatore dalla fedina penale sporca.

È il secondo atto dell’e-mail gate: così la Clinton scambiava mail di lavoro dall’account personale

Le 14.900 nuove mail scovate dall’Fbi che aspettano di essere analizzate e pubblicate dal Dipartimento di Stato, insomma, si aggiungono alla conta di quelle dell’e-mail gate del 2014 per cui la candidata democratica deve rispondere di uso improprio di un indirizzo privato per motivi istituzionali e scopi lavorativi. Le nuove mail si porterebbero dietro, poi, lo spettro di favoritismi personali concessi durante il suo mandato da segretario di Stato, tanto più che non farebbero parte delle 55mila pagine di documentazione che gli avvocati della Clinton hanno consegnato lo scorso anno al Dipartimento di Stato e che, da allora, sono state pubblicate a cadenza regolare.

Presidenziali Usa, eccessiva negligenza nella gestione di documenti segreti: l’ombra sulla corsa presidenziale della Clinton

Nessuna accusa legale al momento sembra pendere, comunque, sulla candidata democratica: secondo il responsabile delle indagini, infatti, le mail non sarebbero state «cancellate intenzionalmente», la Clinton avrebbe dimostrato solo un’«eccessiva negligenza» nella gestione di documentazione “classified” (nel sistema americano, corrispondente di secretata).

Ad agitare le acque soprattutto la tempistica con cui è stata data notizia delle nuove mail sospette: negli stessi giorni, infatti, un gruppo conservatore stava diffondendo centinaia di comunicazioni digitali di Huma Abedin, una delle più strette collaboratrici dell’allora segretario di Stato, che sembrano confermare legami non indifferenti tra la fondazione di casa Clinton e il Dipartimento di Stato.

Serafica la risposta del team Clinton che, impegnato in ben più pressanti impegni elettorali, ha dichiarato di non sapere con sicurezza «di che ulteriore materiale è in possesso il Dipartimento di Giustizia, ma se sarà determinato che è “di lavoro” saremo i primi a sostenerne la pubblicazione».

 Virginia Dara

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