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Processo amministrativo: istituito un ufficio a supporto

Processo amministrativo: istituito uno specifico ufficio a supporto. Si garantisce, in tal modo, la ragionevole durata del processo e la piena attuazione del processo amministrativo telematico. 

Nella Gazzetta Ufficiale n. 254 del 29.10.2016 è stata pubblicata la Legge n. 197 del 25.10.2016 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 31.08.2016, n. 168.

Oltre ad aver stabilito misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di Cassazione e per l’efficienza degli uffici giudiziari, il testo ha statuito importanti disposizioni nel campo della giustizia amministrativa.

Si tratta di un importante novità per il diritto amministrativo.

L’art. 8 della Legge n. 197/2016, infatti, istituisce l’ufficio per il processo amministrativo.

Tale struttura organizzativa sarà di supporto all’attività dei magistrati amministrativi ed è istituita all’interno del Consiglio di Stato, del Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana e dei tribunali amministrativi regionali.

La nuova disposizione, nello specifico, si inserisce nel contesto della Legge n. 186 del 27.05.1982 inerente l’ordinamento della giurisdizione amministrativa e del personale di segreteria ed ausiliario del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali.

Processo amministrativo e suo ufficio: chi può farne parte?

I soggetti che possono essere utilizzati al fine di garantire la ragionevole durata del processo e la piena attuazione del processo amministrativo sono, dapprima, il personale di segreteria di area funzionale III.

Quest’ultimi, seguendo la tabella A allegata al decreto-legge n. 168 del 31.08.2016, risultano essere 279 e con qualifica di funzionari (di cui 35 esperti in informatica).

A svolgere l’attività di supporto possono concorrere anche tutti coloro che svolgono il tirocinio formativo presso gli uffici di segreteria del Consiglio di Stato, del Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana e dei tribunali amministrativi regionali.

Tali soggetti, nello specifico, sono i laureati in giurisprudenza all’esito di un corso di durata almeno quadriennale, in possesso di determinati requisiti di onorabilità, che abbiano riportato una media di almeno 27/30 negli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro e diritto amministrativo, ovvero un punteggio di laurea non inferiore a 105/110 e che non abbiano compiuto i trenta anni di età.

Ancora; c’è la possibilità di garantire supporto all’ufficio per il processo amministrativo anche per coloro che sono ammessi alla formazione professionale negli uffici giudiziari.

In tal caso, la norma fa riferimento a chi è iscritto ad un corso di dottorato di ricerca (relativamente alla facoltà universitaria di giurisprudenza), ad un corso di specializzazione per le professioni legali o a chi svolge la pratica forense per l’ammissione all’esame di avvocato.

A far parte dell’ufficio per il processo amministrativo, infine, possono concorrere anche altri soggetti.

Vale a dire coloro che svolgono il tirocinio per l’accesso alla professione forense secondo la disciplina prevista dal regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia n. 70 del 17 marzo 2016.

Processo amministrativo e suo ufficio: il regolamento di organizzazione

Con il regolamento di organizzazione di cui all’articolo 53-bis della Legge n. 186 del 27.05.1982, venivano già disciplinati il funzionamento e la gestione delle spese del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali.

Ora vengono individuati anche i compiti e l’organizzazione dell’ufficio per il processo amministrativo.

Viene previsto, eventualmente, un unico ufficio per una pluralità di sezioni dell’ufficio giudiziario.

Viene fissato,infine, il limite dimensionale minimo dell’ufficio giudiziario, necessario per l’attivazione dell’ufficio per il processo.

Processo amministrativo e suo ufficio: i pro e i contro

Si può concludere che l’ufficio per il processo rappresenta davvero una piacevole novità in campo amministrativo.

Con la sua istituzione, infatti, viene assicurata (o meglio si prova ad assicurare), la ragionevole durata del processo.

Viene, inoltre, garantita anche la piena attuazione del processo amministrativo telematico.

Questo con l’auspicio dell’avvio del telematico a partire dal 1 gennaio 2017 e a pieno regime, così come attualmente previsto.

Stante, tuttavia, la precedente proroga della fase di sperimentazione del processo amministrativo telematico e la possibilità concreta di un ulteriore rinvio, c’è da chiedersi se la legislazione italiana ha previsto prima del dovuto un ufficio ad hoc destinato quindi a fornire, per un periodo di tempo indefinito, un supporto minimo ai magistrati amministrativi.

Antonello Mango

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