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Processo civile: la falsa partenza dell’ultimo decreto giustizia

Processo civile: le novità dell’ultimo decreto giustizia

Stralci in corsa per l’ultimo decreto giustizia (Decreto-legge n. 168/2016download) che prevedeva alcune misure urgenti per “la definizione del contenzioso presso la Corte di cassazione”, “l’efficienza degli uffici giudiziari”, e “la giustizia amministrativa”.

Obiettivo principale del decreto era quello di garantire l’efficienza della giustizia e di tagliare tempi morti e regolamenti inutilmente complicati.

Ma analizziamo la versione originale del decreto.

Processo di primo grado: cosa prevedeva il decreto giustizia.

Vero obiettivo del Decreto giustizia era l’accelerazione della durata dei processi, con sentenze più celeri, testimonianze scritte, meno formalismi e atti scritti, il tutto per ridurre del tutto i tempi morti e muoversi verso la direzione della semplificazione delle regole processuali e l’abbattimento del contenzioso.

Le novità previste nella versione iniziale del decreto erano diverse.

A partire dalla costituzione delle parti che, innanzi al Tribunale in composizione monocratica, che doveva avvenire con ricorso, sottoscritto a norma dell’art. 125 c.p.c. e contenente le indicazioni di cui all’art. 163 terzo comma c.p.c. (n. 1/7).

Il nuovo art. 281-sexies prevedeva, inoltre, la possibilità per il giudice di ordinare la discussione orale della causa nella stessa udienza o, su istanza di parte, in un’udienza successiva, pronunciando al termine la sentenza.

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Doveva, inoltre, procedersi all’abrogazione degli  l’art. 183-bis e delle disposizioni di cui al capo III-bis del titolo I del libro quarto del codice di procedura civile.

Le dichiarazioni scritte.

L’avvocato, secondo la versione iniziale del decreto giustizia, avrebbe potuto produrre dichiarazioni scritte a supporto delle ragioni del proprio assistito.

Trattasi delle cc. dd. testimonianze scritte, introdotte da quello che sarebbe stato il nuovo art. 257-bis c.p.c., che avrebbe consentito alla parte di produrre dichiarazioni scritte di terzi capaci di testimoniare e di rilasciarle al difensore che previa identificazione ne attesti l’autenticità.

Quali le novità confermate dal decreto giustizia?

Dopo lo stralcio della mini riforma del processo civile rimangono operative le seguenti novità, riportate nella versione attuale.

Entrata in vigore del processo amministrativo telematico.

È confermata per il 1° gennaio 2017 l’entrata in vigore del processo amministrativo telematico (PAT).

Il decreto giustizia introduce “misure atte ad armonizzare gli strumenti del PAT con il codice dell’amministrazione digitale”, inclusa l’estensione agli avvocati difensori della attestazione dell’efficacia probatoria delle copia per immagine di documenti cartacei.

Per far fronte al PAT si procederà con l’assunzione di 53 unità di personale a tempo indeterminato con competenze specialistiche (tre dirigenti tecnici, trenta funzionari informatici, venti assistenti informatici).

Cassazione: nomina straordinaria di 70 giudici ausiliari.

Infine, per facilitare la definizione dei procedimenti tributari pendenti presso la Corte di Cassazione, si procederà alla nomina in via straordinaria di massimo 70 giudici ausiliari da parte del ministro della giustizia. L’incarico, di durata quinquennale, non sarà rinnovabile.

A svolgere tale incarico possono essere chiamati quei magistrati ordinari che non sono a riposo da più di 3 anni alla scadenza del termine fissato per la presentazione della domanda e che non hanno ancora raggiunto i 75 anni di età.

Tirocini e concorsi.

Confermati anche i nuovi tirocini, abbreviati a 12 mesi e allargati anche agli uffici giudicanti e requirenti della Cassazione.

E’ stato, inoltre, disposto un reclutamento più veloce dei vincitori degli ultimi concorsi con l’aumento del 10% dei posti disponibili.

Proroga pensionamenti toghe.

Via libera anche alla proroga di un anno (al 31 dicembre 2017) dei pensionamenti per i magistrati aventi incarichi apicali, direttivi superiori e direttivi presso la Suprema Corte di cassazione.

Per tutti gli altri magistrati ordinari, invece, rimane confermato il termine ultimo di permanenza in servizio previsto dall’art. 1, comma 3, del decreto-legge n. 90 del 2014.

Fabiola Fregola

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