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Processo civile telematico: valido il deposito telematico, anche senza autorizzazione del DGSIA

Valido il deposito telematico anche senza autorizzazione del DGSIA                                 Cassazione Civile – Sez. Lavoro – Sentenza 4 novembre 2016 n. 22479

In materia di processo civile telematico, il deposito telematico risulta valido, anche senza l’autorizzazione della DGSIA.

Si è espressa così la Cassazione civile, Sez. Lavoro, Sentenza del 4 novembre 2016, n. 22479., con cui accetta il ricorso contro il Tribunale che aveva dichiarato inammissibile l’opposizione.

Il Tribunale di Napoli e la Corte d’Appello dichiaravano che il ricorso fosse stato inoltrato oltre il termine.

Non potevano accettare il tentativo di deposito in forma telematica avvenuta in una data in cui l’ufficio di cancelleria non avrebbe potuto riceverlo.

Il rifiuto non sarebbe, infatti, stato del sistema informatico, ma del cancelliere stesso.

Processo civile telematico, deposito telematico: il caso

Nel caso in esame, il difensore aveva intrapreso la procedura telematica, per il deposito dell’opposizione in data 26 maggio 2014.

 Tale data è antecedente alla data ultima per il deposito in forma telematica degli atti.

Lo stesso 26 maggio, il difensore avrebbe ricevuto la ricevuta di accettazione del sistema, la ricevuta di consegna e l’esito positivo.

Tutto regolare. Non fosse che il giorno 30 giugno 2014, data in cui il termine è ormai scaduto, il sistema rivelava un’anomalia non risolvibile.

 A questo punto ci si chiede: cosa deve fare il difensore che abbia superato tutti i controlli, in caso di rifiuto dell’accettazione oltre il termine?

Bisogna rilevare che, quando viene emessa la ricevuta di avvenuta consegna, il controllo automatico del Ministero della Giustizia ne attesti la validità. Se nessuna anomalia di sistema prevista dall’ ordinamento risulta, si riceve la pec riguardante l’esito positivo. A questo punto si può considerare certo che la busta telematica sia giunta a destinazione.

Processo civile telematico, l’ordinamento

Siamo di fronte a parti processuali incorse in decadenza per causa a sé non imputabile. Sicché è giuridicamente censurabile il rifiuto successivo alla spirare del termine che comporti decadenza in capo al depositante.

Sono tanti, ad esempio, i depositi rifiutati dal cancelliere per errori nella compilazione da parte dell’avvocato.

Ad ogni modo, l’art. 13 del D.M. 21/2/2011, n. 44 (le “regole tecniche” sul Processo Telematico), ribadisce che gli atti e documenti informatici “si intendono ricevuti dal dominio giustizia nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia”.

Lo stesso articolo dispone che “la ricevuta di avvenuta consegna attesta l’avvenuto deposito dell’atto o del documento presso l’ufficio giudiziario competente”.

Sabrina Arnesano

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