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Professioni: al via in Senato l’iter per il ddl sull’equo compenso

     Roma, 4 lug. – Al via l’iter del disegno di legge in materia di equo compenso e responsabilità civile delle professioni ordinistiche. Il provvedimento, di iniziativa del senatore Maurizio Sacconi (Epi), incardinato oggi presso la Commissione lavoro del Senato, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa dallo stesso Sacconi e dal presidente di Energie per l’Italia Stefano Parisi. Quest’ultimo ha collocato questa iniziativa legislativa nella prospettiva dello “statuto dei lavori” disegnato da Marco Biagi.

     “Energie per l’Italia -sottolinea Parisi- si batterà per sostituire il vecchio Statuto dei lavoratori con un moderno statuto rivolto a tutelare tutti i lavori tanto dipendenti quanto indipendenti. La cultura liberale – secondo Parisi – non è concorrenza sregolata al ribasso sui prezzi ma deve garantire una corretta proporzione tra remunerazione e qualità delle prestazioni”.

     Infatti, spiega Sacconi, “si registra attualmente una tendenza incredibile di un fenomeno che vede una caduta della remunerazione che coincide anche con una caduta della qualità delle prestazioni”. Per il senatore la proposta “consente di rendere nulle le clausole contrattuali che collocano la remunerazione al di sotto dei parametri minimi vigenti per orientare il magistrato nella soluzione del contenzioso”.

Durante l’iter di esame, continua il Presidente della Commissione lavoro del Senato, “cercheremo soluzioni per garantire a tutti i lavoratori autonomi livelli minimi inderogabili della remunerazione. Per i molti che non operano entro le regole degli ordini e dei collegi, la soluzione potrebbe consistere nel dare forza di legge ai contenuti minimi degli accordi collettivi sottoscritti da loro organizzazioni di rappresentanza con le associazioni dei committenti”.

     “Non trascurabile – conclude infine Sacconi – è poi la proposta di individuare nel giorno della prestazione il momento da cui decorre il termine di prescrizione della responsabilità civile dei professionisti così da evitare le incertezze giurisprudenziali che li rendono difficilmente assicurabili”. Sacconi, che non si sbilancia sulla tempistica dell’esame del provvedimento, sottolinea la necessità di “fare il prima possibile”. Comunque, rileva, “credo che il Pd possa concorrere a questo testo e mi auguro che così sia. Ci sono molti gruppi interessati a questa disciplina, ora vedremmo in che termini”.

     Questa iniziativa di Sacconi, conclude Parisi, “non è solo giusta ma permette di rimettere in moto un mercato che era stato molto distorto dalle lenzuolate di Bersani. Il concetto del libero mercato non si può esprimere solo sul prezzo. Le liberalizzazioni -aggiunge- devono servire a migliorare la qualità dei servizi e salvaguardare il lavoro e i lavoratori. Garantire un equo compenso rappresenta una chiave molto importante per la riforma del mercato che noi intendiamo”.

     (Eca/AdnKronos)

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